Due consorzi di ternani per il Compendio Bosco

Si ricomincia daccapo, con l'idea di poter insediare all'interno del "Compendio Bosco", l'enorme capannone azzurro sulla Maratta, una qualche attività produttiva.
E si ricomincia con le forze ternane, quelle che per la verità avevano chiesto da anni l'utilizzo dei superbi carroponti, secondi soli a quell'Ast.
Così il Consorzio per le aree industriali di Terni, Narni e Spoleto, il Tns, ha dato il via ad una sorta di gara chiedendo a chi fosse interessato ad entrare dentro la Bosco:
"Ed intenzioni l'ha manifestata la joint venture Fucine Umbre-Gruppo Bernardini-Imb Bedini, Cerasi & Co. Ed anche il Consorzio Autoferrologistica"
, ha spiegato il presidente Paolo Gentili. A dire la verità ci sono anche altri due imprenditori che
"si sono per ora avvalsi di rappresentanti per avanzare la propria manifestazione."
Insomma vogliono vedere come va a finire.
Quella che si prospetta è una soluzione che non piaceva e che il Consorzio aveva un po' messo da parte, in attesa di "maggiore tecnologia applicata".
"Si erano presentati imprenditori indiani. A me quella soluzione è parsa campata in aria - aveva sostenuto Gino Bernardini, responsabile della segreteria provinciale della Fim-Cisl - Ora si ritorna a parlare di cose concrete, di cose che conosciamo, di caldareria, un mestiere che ha fatto la fortuna ternana e che rischia di scomparire.
Però bisogna fare in fretta ed evitare che anche questa soluzione scompaia."
A dire la verità un pezzo di Bosco verrà occupato anche dal
"Consorzio di autoferrologistica"
, cinque trasportatori, capitanati da Luigi Nizzi, che però più che al capannone del compendio sono interessati agli spazi dove parcheggiare i mezzi e depositare i rotoli dell'inox che vengono dall'Acciaieria.
Ma sono interessati soprattutto al binario delle ferrovie che risolverebbe problemi immensi.
Ora il Consorzio Tns valuterà, sceglierà i piani industriali
"in modo da giungere in tempi ragionevolmente brevi all'assegnazione degli spazi produttivi alla riattivazione del sito"
, anche se in realtà mancando altre proposte ci sarà poco da scegliere.
Ma è la strada che hanno voluto il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, i sindaci di Terni, Narni e Spoleto, Leopoldo Di Girolamo, Stefano Bigaroni, Daniele Benedetti, il presidente di Sviluppumbria, Calogero Alessi, il presidente del "Consorzio Tns", Paolo Gentili.
E sarà proprio la caldareria la punta più importante del nuovo Compendio Bosco, che è tradizionale ma non per questo non presenta innovazione ed opportunità.
Intanto le imprese riunite esprimono quasi trecento dipendenti, numero che può crescere di nuovo.
Nei cinque anni che sono seguiti alla fine della ristrutturazione della ex Bosco, coi soldi pubblici, circa sei miliardi di vecchie lire, le intenzioni di acquisto si sono susseguite.
Tutti gli imprenditori, o quasi, però avevano un punto debole: non avevano finanziamenti propri ed i soldi li cercavano dagli enti pubblici sia direttamente che come garanzia.
E così per Energia Futura di Mario Lanari che voleva svilupparvi il solare termodinamico, che poi ha acquisito la Angelantoni a Massa Martana.
Si era anche affacciata un'azienda di biciclette, poi anche gli indiani che promettevano pannelli solari ed anche trecento nuovi posti di lavoro.
Quest'ultima soluzione sembrava quella più interessante, sulla quale si era speso anche il consiglio del Consorzio.
Ma alla fine è stata messa da parte quando l'Ast stessa si era mossa per acquisire l'intera Bosco per i depositi ed anche per impiantarvi una piccola linea di produzione.
Tutto si è fermato. Ora si riparte coi metalmeccanici.
di Marcello Guerrieri
Il Messaggero Lunedì 31 Agosto 2009

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