Alle 21,30 l'atteso concerto della band i blogger ternani lo annunciano da tempo. Questa sera ai Giardini della Passeggiata, nell'ambito della Festa del Pd, si terrà, a partire dalle 21,30, il concerto degli Afterhours.
La band proporrà le canzoni del tour denominato "Voglio fare qualcosa che serve". A parte la performance nella rassegna "Rock in Roma" del luglio scorso, questo è l'unico concerto del centro Italia.
C'è da scommetterci, di conseguenza, che arriveranno numerosi fan.

La redazione

Comune di Terni Lunedì 7 Settembre 2009

[...]Stasera la band milanese suonerà alla Passeggiata di Terni: saranno loro le vedette - politici a parte, ovviamente - della Festa regionale del Pd 2009.
Quella che una volta si sarebbe chiamata Festa dell'Unità. La stessa Unità che non più di qualche settimana fa ha schiaffato nella sua striscia rossa, in prima pagina, un verso dell'ultima canzone pubblicata dagli Afterhours, Il Paese è reale. Quella di Sanremo, per intenderci.
"Per noi è stata fonte di grandissimo orgoglio", dice Manuel Agnelli, frontman e anima del gruppo.
"Si tratta di un giornale molto importante, ed è un segnale significativo che abbia mostrato quest'attenzione per una canzone. E che in particolare si tratti di una nostra canzone per noi è una grande soddisfazione. Dentro a questo brano c'è tutto lo spaesamento per una situazione, come quella attuale, senza più punti di riferimento, c'è la delusione, la disperazione.
Che l'Unità ne abbia ripreso un verso in prima pagina è un'emozione, e un onore."
Il Paese è reale è anche il titolo di una compilation che raccoglie pezzi di una buona fetta della migliore musica indie italiana d'oggigiorno. In pratica ve li siete caricati sulle spalle, e c'avete messo pure la faccia, andando a Sanremo. D'altronde dal Tora! Tora! in poi quest'attenzione per quel che accade intorno a voi, tra gli altri musicisti, è ormai una vostra costante.
"sì, c'è continuità con quello che abbiamo sempre fatto. Per me fare il musicista è molto importante, alla musica dedicherei tutta la mia vita, ma sono anche un uomo adulto, che vuole avere un ruolo nella società, vuole essere utile.
I musicisti della nostra generazione hanno tutti iniziato auto-producendosi, facendo grandi sacrifici. Sappiamo come vanno le cose, insomma. E ci teniamo a dare il nostro contributo per fare arrivare al pubblico artisti che altrimenti non avrebbero spazio."
Per quanto tempo ti vedremo ancora fare la rockstar sul palco? In altre parole, a settant'anni Agnelli si vede più come un satanasso, come Mick Jagger, o come quel ricercato chansonnier che sembra essere diventato Iggy Pop?
"Ti direi che spero di battere entrambi, a settant'anni, di essere meglio di loro, visto che non lo sono adesso né lo sono stato a vent'anni. Scherzi a parte, dipende da quanto il mio modo di comportarmi mi farà sentire e mi farà percepire grottesco. Vivo la musica con sincerità, la faccio in maniera viscerale. Credo che se a un certo punto non mi sentirò più a mio agio col rock mi metterò a fare cose più intime, che d'altronde mi piacciono molto."
A proposito di intimità. Nel vostro ultimo album, i milanesi ammazzano il sabato, si può riconoscere una sorta di disco nel disco, quasi un piccolo concept-album sotto traccia sulla tua paternità. Pare che t'abbia davvero cambiato la vita.
"Sicuramente. E so che si tratta di una cosa talmente personale che è difficile da trasmettere. Chi l'ha vissuta magari capisce quelle canzoni, gli altri faticano. Ma io non posso fare a meno di scrivere di me, o comunque di esprimere il mio punto di vista su gli altri e sulle cose. E poi, a quarant'anni, senza voler fare per forza il ribellista cosmico, mi piace l'idea che non tutto quel che faccio venga recepito subito."
Gli Afterhours, oggi, sono solo Agnelli e Prette più altri tre o anche Ciccarelli, Dell'Era e D'Erasmo possono essere considerati membri della band a tutti gli effetti?
"Gli After sono una band con dei ruoli, e questo è inutile negarlo. Se dicono che io sono il leader, sono d'accordo. Sono io quello che spinge di più, quello che l'ha formata. Ma tutti gli altri sono fondamentali. Ci sono dei ruoli, insomma, ma siamo una band vera. Il suono di ognuno, la personalità di ognuno, contano tanto. Negli ultimi live puntiamo a costruire una grande tensione, prima ancora che all'esecuzione. E ogni volta che saliamo sul palco, ciò che conta davvero è questa tensione che si crea tra noi"
Giovanni Dozzini
Corriere dell'Umbria Lunedì 7 Settembre 2009

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