Non accettano l'idea di vedere il Nera "violentato" e per questo hanno deciso che è arrivato il momento di affilare le armi e dare inizio ad una battaglia per salvaguardare uno dei fiumi più belli del Centro Italia. Per loro rimanere con le mani in mano non è più accettabile, ma piuttosto è arrivato il momento di farsi sentire. Per questo si è costituito il Comitato "Salviamo la Valnerina". Ne fanno parte una serie di soggetti che vedono nel Nera un bene da valorizzare per il bene della Valnerina e non una risorsa da sfruttare. Si sono messe insieme varie associazioni: pescatori, ambientaliste e operatori economici. Ma anche semplici cittadini e agricoltori della zona si sono avvicinati al Comitato. Nel mirino è finito il piano di utilizzazione idroelettrica delle acque redatto dalla Provincia di Terni, che, sulla base di uno studio condotto dalla Facoltà di Ingegneria di Perugia, prevede la realizzazione di 8 centraline idroelettriche lungo il Nera.
«Stravolgeranno l'ecosistema del fiume», dice Roberto Nevini, coordinatore del comitato. Nevini per 32 anni è stato presidente dell'Arci pesca e il fiume Nera è per lui come una seconda casa. «Per far sì che queste centraline possano produrre energia elettrica - spiega Roberto Nevini - sarà necessario creare degli invasi che deturperanno irrimediabilmente il fiume».
Oltre al danno ambientale ciò che viene messo in discussione è anche l'utilità di queste centraline, che saranno realizzate grazie all'utilizzo di fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea.
«Quanto costano queste centraline? e poi, è sicuro che garantiscano una sufficiente produzione di energia elettrica?» Sono i quesiti che Roberto Nevini si pone e che verranno discussi nel corso dell'incontro che si terrà ad Arrone il prossimo 3 ottobre. Per l'assessore provinciale all'ambiente, Fabrizio Bellini, l'efficienza di queste centraline non è in discussione: «La produzione di energia è assicurata». Piuttosto la Provincia si sente con le mani legate per quello che riguarda la valutazione dei progetti presentati per la realizzazione di queste apparecchiature.
«Per come è stato scritto il piano - spiega l'assessore Fabrizio Bellini - e per come è cambiata la legge c'è il rischio che il nostro parere non sia troppo vincolante per bloccare o meno la realizzazione delle centraline ritenute più impattanti per l'ambiente».
S.Cap.
Il Messaggero Martedì 15 Settembre 2009

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