Se vuole davvero allargare la propria fetta di mercato dell'inox, l'Ast dovrà ovviamente riportare i livelli di produzione almeno a quelli registrati nel 2006, anno migliore fra gli ultimi, quando gli utili volarono fino alle stelle: un milione 400mila tonnellate.
A fronte di questa necessità di incrementi produttivi (quest'anno si chiuderà con 800mila tonnellate prodotte, mentre in questi ultimi due mesi si viaggia sulle 120mila tonnellate-mese) ha senso parlare di esuberi? e quanti sarebbero, davvero? Le cifre che sono girate nei giorni scorsi sono state le più varie.
La cifra, quella vera, è di 125. A prescindere da qualunque altro calcolo ed anche se si deve scendere da 3.170 a 2.850 che a detta dell'Ast sarebbe l'organico ideale.
La diminuzione di posti eccedente i 125 esuberi verrebbe "orchestrata" in altro modo. E comunque è tutto da discutere.
Quel che è sicuro che la produzione aumenterà e che molto si lavorerà al centro finitura, quello di vocabolo Sabbione che, nel quadro degli investimenti di questi ultimi anni è stato praticamente raddoppiato.
Perché è il centro finitura, tra l'altro, lo strumento per quell'elasticità di mercato necessaria all'Ast per espandersi in Italia.
E' lì che si modula la produzione in base alle richieste del cliente. Ed è lì che, allora, passerà la gran parte dei "rotoloni" di acciaio inox in uscita dalla fabbrica di viale Brin.
Centinaia e centinaia di migliaia di tonnellate, così come accade ora, seppur su livelli leggermente più bassi.

Ed il modo di portare da viale Brin a vocabolo Sabbione tutta la merce è caricarla su camion che percorrono giocoforza la strada dei quartieri che sfocia in via Bramante per poi raggiungere la strada di Maratta o il raccordo Terni Orte da San Carlo a Borgo Rivo.
Tutto ciò per dire che esiste, ma si acuirà un problema dei trasporti.
Che centinaia di grossi camion percorrano le strade cittadine ha senza dubbio il suo costo: in termini di sicurezza del traffico, ma anche in termini ambientali.
«Certo è un problema che esiste», conviene Attilio Romanelli, segretario Fiom-Cgil.
«Ritengo sia un ragionamento da fare e senza perdere tanto altro tempo, ma non sta al sindacato, che comunque è pronto a dare il proprio contributo, trovare soluzioni».
w.p.
Il Messaggero Sabato 12 Settembre 2009

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