La colonna si muove all'alba. Ma alcuni sono arrivati al lavoro con un'idea fissa in testa sulla quale hanno rimuginato tutta la notte. Saliamo sul ponte e ci appendiamo nel vuoto. Così paleranno di noi. Così il mondo saprà che esistiamo. Sono una decina i lavoratori che, dopo l'apertura del cantiere, decidono di mettere in atto una protesta clamorosa. "Non ci sta a sentire nessuno sennò", grida uno dei più esperti all'indirizzo dei sindacalisti. Capelli bianchi, camicia a quadri, galvanizza i colleghi che da mesi sono senza stipendio e che non vedono l'ora di attirare l'attenzione su uno dei tanti, piccoli, grandi drammi dimenticati della crisi.
Caschetti in testa, imbragatura antinfortunistica indosso, volti tirati e stanchi, gli operai lasciano i container del cantiere e salgono sul cavalcavia del nuovo svincolo alle porte di Terni.
É un groviglio di pali in cemento e lingue d'asfalto, che dovrà connettere il raccordo Terni-Orte alla E45 e al nuovo tracciato della Terni-Rieti.
Lo chiamano, un po' pomposamente, il "Nodo Tiberina", ma uno dei tracciati più attesi finisce in un campo di granoturco, proprio davanti alla nuova Grande Finitura della ThyssenKrupp di Sabbione.
Questa però è un'altra storia. Gli operai oggi non protestano per errori progettuali o per i ritardi della burocrazia. Protestano perché i più fortunati di loro non prendono un euro di stipendio da quattro mesi. Alcuni, quelli più incavolati, addirittura da sette. Sono dipendenti di due ditte umbro laziali, specializzate in opere di carpenteria metallica nell'ambito di grandi costruzioni stradali.
Sono la Edilfer di Terni e la Chiani di Rieti. Due aziende che non finiscono sui giornali o nelle interviste delle tv. Ma che nel giro sono conosciute per la professionalità delle maestranze e per i tanti lavori realizzati.
Tutti nella "giungla" del sub-appalto, nella quale si cerca di sopravvivere anche alla stretta del credito, alle fatture da scontare, ai ritardi nei pagamenti da parte dei committenti pubblici o delle grandi stazioni appaltanti.
Quello dei 25 dipendenti delle due ditte è un dramma che ha dentro tutti questi fattori. Oltre ad un contenzioso tra Anas, la società che ha indetto la gara per l'affidamento dei lavori ed ha in mano la cassaforte delle opere, e l'associazione temporanea di imprese "Mancini Costruzioni Generali Sas di Mancini Filippo & Co e Opere Pubbliche Spa."
I lavori stradali, nonostante un ritardo sulla tabella di marcia di un anno, sono pressoché finiti ed in una decina di giorni potrebbero essere ultimati.
"Sono due aziende grandi - spiega il segretario della Fillea, il sindacato degli edili della Cgil, Andrea Farinelli, che ha accompagnato i lavoratori - che hanno quasi concluso i lavori, ma che ora stanno conducendo un tira e molla con l'ente stradale per i pagamenti finali. In più c'è il credit crunch. Questi lavorano ovunque, ma se poi non li pagano vanno in crisi."
Di questa roba quelli con il casco e l'imbragatura, gente che posa tondini di ferro e salda reti a una dozzina di metri da terra, nemmeno vogliono sentirne parlare.
A loro servono i soldi per tirare avanti, per far mangiare la famiglia.
"Oggi lo facciamo in modo simbolico - urla uno degli operai appeso al viadotto con una corda di sicurezza - ma la voglia di buttarci di sotto ci è venuta veramente.
Il padrone di casa non mi fa più entrare perché gli devo mesi di affitto arretrato. Mia moglie è costretta a dormire dai genitori. É vita secondo voi? Che dovremmo fare?."
Intorno ci sono poliziotti, vigili del fuoco, carabinieri, operatori e tecnici dell'Anas. Dopo un veloce consulto si decide di chiudere il traffico nella zona. La fila si allunga, nonostante la Polstrada devii il transito sulle uscite del raccordo. Viene attivato il prefetto Salustri, che dà l'ok per un tavolo di confronto che coinvolgerà anche le istituzioni, per trovare una soluzione che garantisca almeno una parte del reddito dei 25 della Chiani e della Edilfer.
Per loro è una vittoria. Qualcuno si abbraccia. Qualche altro scuote la testa. Non si riesce a pensare positivo quando sai che anche questo mese, dopo quelli precedenti, per tappare i buchi, sarà necessario chiedere un prestito a qualcuno.

Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 9 Settembre 2009

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia