Antonio CanovaSi è svolta nella sala multimediale Santa Maria Maddalena la presentazione del libro "Le possessioni di San Gemini" dell'autrice Luciana Iannaco Medici. L'iniziativa che rientra nell'ambito delle manifestazioni promosse dalla Pro loco e dal Comune sangeminese è stata presentata dalla professoressa di storia dell'arte all'Università di Perugia, Stefania Petrillo. É proprio la professoressa Iannaco Medici che snocciola i temi salienti toccati nella sua opera ripercorrendo le tappe che l'hanno portata alla stesura del testo
"Un saggio di carattere storico che ha come attore protagonista Antonio Canova. Una sorta di percorso a ritroso dove ho cercato di mettere in luce il rapporto tra Canova e l'Umbria. Già in parte si conosceva tale relazione dato che, lo stesso scultore donò l'opera d'arte delle "Tre Grazie" a Giacomo Antinori agli inizi dell'800' all'interno dell'Accademia delle Belle arti di Perugia. Ma consultando l'epistolario sito in Bassano del Grappa, che ho potuto constatare come ci furono una massa enorme di contatti tra il Canova e vescovi, artisti, scrittori, laici e esponenti dell'Accademia di Perugia."
Dallo studio di queste intense relazioni ha poi scoperto in particolar modo il rapporto stretto che lo legava a San Gemini.
"Proprio così, ho potuto verificare le possessioni del Canova in Umbria e in particolar modo proprio della ridente comune sangeminese. Innanzitutto è proprio di Antonio Canova il palazzo seicentesco che si trova a fianco del comune, inoltre oltre al viale che prende proprio il suo nome ho riscontrato come una serie di possedimenti degli inizi dell'800' furono di sua proprietà, tra cui il più famoso è Valle Antica.
Infine venne interpellato, sempre in quel periodo da un gruppo di sacerdoti della collegiata di San Gemini all'indomani di un terremoto che colpì il municipio umbro."
Tommaso Maria Ferrante
Corriere dell'Umbria Lunedì 21 Dicembre 2009

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