Al lavoro per trasformare Pentima

Per la riqualificazione di Pentima si comincia a passare dalle parole ai fatti. Prima di mettere in azione le ruspe, però, passerà ancora del tempo, ma il segnale incoraggiante è che i tecnici di palazzo Spada, insieme a quelli di palazzo Bazzani, hanno iniziato a "prendere le misure" e stanno studiando le planimetrie dell'area. Trasformare Pentima in un multicampus non sarà facile e per giunta il tempo stringe. Il Ministero dell'Istruzione, infatti, è in procinto di rivoluzionare l'università italiana. Tra i vincoli imposti dalla riforma anche quello inerente
"la qualità delle sedi didattiche."
"È inaccettabile che degli studenti svolgano lezioni in aule senza finestre. Se non ci saranno provvedimenti imminenti, il prossimo anno accademico non consentirò l'apertura di Pentima."
Si espresse così, qualche mese fa, Gianni Bidini, preside della Facoltà di Ingegneria nel corso del dibattito organizzato dagli studenti. Una presa di posizione che "ha dato il la" alla crisi del polo ternano. Inoltre, come benzina sul fuoco, si è aggiunta la necessità di dover risparmiare ed accorpare a Pentima altre sedi universitarie.
"Stiamo lavorando - mandano a dire da palazzo Spada - alla richiesta del prorettore Pietro Burrascano, che ha espresso la necessità di dover accorpare a Pentima più sedi universitarie."
Che sono: Scienze politiche, Economia e quello che resta del corso di Mediazione linguistica. Che ne sarà, allora, dei locali di San Valentino e Collescipoli attualmente in uso?
"Per quello si vedrà" è la lapidaria risposta. Ora la priorità è fare in modo che a Pentima possano coesistere diversi soggetti. Di spazio ce n'è in abbondanza, ma anche i lavori da fare non mancano. La palestra cade a pezzi, le aule sono tutte da rifare, i laboratori necessitano di una "rinfrescata" e tutto il parco che circonda l'area verso in un stato di penoso abbandono. Inoltre, la volontà politica, più volte espressa da Comune e Provincia, non basta. C'è bisogno di tanti soldi. Quanti?
"Potremo fare una stima - dicono dalla Provincia - soltanto dopo il lavoro dei tecnici."
Altro grattacapo per fare spazio alle nuove sedi è lo spostamento da Pentima del "Centro di formazione della Provincia."
"All'incirca - sostiene Fabio Paparelli, assessore alla formazione di palazzo Bazzani - occorrono 3 milioni di euro per traslocare da Pentima e insediare il centro in un'altra sede."
Tra le ipotesi ventilate quelle di un "avvicendamento di sedi" tra il Dams di Maratta e il centro di formazione. Si è parlato anche di spostarlo a San Valentino o a Collescipoli.
"Tutto è possibile - dice l'assessore Paparelli - ma lo spostamento dovrà avvenire soltanto a patto che la struttura non venga ridimensionata."
Anche perché gode di ottima salute:
"i ragazzi che si formano al centro di Pentima hanno una possibilità di trovare lavoro pari al 70/80%."
Intanto ieri, a Collescipoli, si è svolto il consiglio intercorso di Economia. Il presidente, Alessandro Montrone, ci tiene a precisare alcuni punti:
"Per il prossimo anno accademico - sostiene il professore - su Terni è già stata confermata l'attuale offerta formativa."
In pratica Economia "non è a rischio", come aveva ipotizzato il rettore Bistoni a margine del suo intervento di lunedì a palzza Spada. Anche per quanto riguarda il trasferimento da Collescipoli il presidente del corso vuole lanciare un avvertimento
"La scelta spetta agli enti locali, ma faremo presenti con fermezza le esigenze di spazi per i nostri corsi che a tutt'oggi hanno raccolto un ampio gradimento in termini di iscrizioni."
[...]
di Sergio Capotosti
Il Messaggero Venerdì 22 Gennaio 2010

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