Quel risarcimento è stato inserito nei bilanci di Asm, come credito dovuto, ma non è mai stato incassato, ed ora è al vaglio del Procuratore Capo di Terni Fausto Cardella: dopo la verifica fiscale svolta dalla Guardia di Finanza sui conti dell'azienda municipalizzata, nel fascicolo è riportata l'ipotesi di reato per falso in bilancio.
Al centro della faccenda c'è il trasferimento della concessione per il servizio idrico - cioè il diritto ad occuparsi di acquedotti, condutture e bollette – passato 7 anni fa dall'Azienda speciale multiservizi all'Ato, e poi da questo al Sii. Un passaggio stabilito dalla cosiddetta legge Galli e poi dalla legge regionale 43 del 1997. In questa legge era scritto anche che da Palazzo Donini sarebbe uscito un regolamento ad hoc per fissare modi e tempi del "passaggio di consegne" e puntualizzare anche rapporti economici e patrimoniali. Tradotto: mettere nero su bianco che il nuovo gestore (o qualcuno per suo conto) doveva pagare un indennizzo al suo predecessore.
"Ma quel regolamento non è stato ancora promulgato", precisa una nota dell'Asm.
"La verifica della Guardia di Finanza è iniziata ad aprile 2009 ed è stata conclusa in novembre, non sono state evidenziate violazioni formali né sostanziali – rimarcano dalla municipalizzata di Maratta – ed i militati hanno formulato un rilievo sul bilancio 2007."Poi la spiegazione:
"Nel 2003 avevamo iscritto nell'attivo patrimoniale il valore "dell'immobilizzazione immateriale
" e tale situazione è proseguita fino al 2006 – dice l'Asm - poi nella stesura del bilancio di esercizio 2007 abbiamo deciso di effettuare un chiarimento: la vicenda è ricostruita nei documenti che compongono il bilancio."[...]
di Federico Fabrizi
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Il Messaggero Venerdì 15 Gennaio 2010


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