Cosa aspettarsi se la LyondellBasell chiude?

Basell
In primis, va detto che la multinazionale del polipropilene lavora per altre due importanti imprese del polo chimico: Meraklon e Treofan.
La prima è la famosa industria che fa il fiocco ed il filo. La Treofan, invece, produce il film poliprepilenico.
È un pezzo consistente del polo chimico, il versante ternano. A Terni, a dire il vero, c'è anche Novamont, che però ha scelto da tempo di puntare in un'altra direzione, chimica si, ma quella verde: è lo stabilimento delle bioplastiche, fatte con materie vegetali e biodegradabili, il "mater Bi".
Il punto è che la linea ternana di LyondellBasell – una delle cinque che il gruppo olandese possiede in Italia - diventa strategico per il polo. Il ragionamento è fin troppo semplice: se Meraklon e Treofan non hanno più il polipropilene lì, a portata di mano, a pochi metri di distanza, saranno costrette ad andare a comprarselo altrove. Il che vuol dire costi maggiori.
Il ragionamento, ovviamente, può essere anche rivoltato sottosopra: perché i dirigenti di LyondellBasell hanno deciso di far cadere la mannaia proprio sullo stabilimento ternano? a Brindisi funzionano due linee produttive, proprio come a Ferrara; sommando anche "gli uffici" di Milano, in totale, la multinazionale della chimica ha oltre mille dipendenti italiani.
A Terni si sfornano circa 250 milioni di tonnellate di polipropilene ogni anno, ma c'è uno stabilimento che dal punto di vista dell'equilibrio costi-ricavi si regge bene sulle proprie gambe. Forse, nella scelta di individuare Terni quale "anello debole", da tagliare, ha pesato anche un ragionamento sulle dimensioni e le condizioni della clientela.
Di certo, c'è la questione dell'approvvigionamento delle materie prime. Questa è la "zavorra" con cui devono fare i conti solo gli operai ternani.
L'impianto di Brindisi viene rifornito dal porto. A Ferrara, invece, funziona un impianto di "pipeline" per il rifornimento – in pratica delle condotte – che arrivano da Ravenna. Per arrivare nella conca ternana, al contrario, ci sono soltanto i binari: le cosiddette "ferro-cisterne". E quelle costano.
Basta farsi un giro in internet, digitando su un motore di ricerca le parole "polo chimico Terni", per scoprire che si tratta di una questione datata. Una delle prime voci che trovate dal browser è la relazione sulla
"situazione del comparto chimico della conca ternana."
Il documento elaborato dal
"servizio politiche per lo sviluppo economico"
della Provincia di Terni porta la data del 2006, e a proposito di LyondellBasell riporta cifre molto vicine a quella attuali: 245 milioni di tonnellate di polipropilene prodotte ogni anno, 130 addetti e sulla casella fatturato c'è la cifra di 200 milioni di euro l'anno. Alla voce proposte di miglioramento, nel rapporto c'è scritto:
"ideale sarebbe l'installazione di una pipeline da Civitavecchia a Terni… ma potrebbe essere molto utile anche incentivare in modo strutturale il trasporto su rotaia."
Quattro anni dopo il nodo è venuto al pettine e questa faccenda è diventata una motivazione - un alibi? - utilizzata per giustificare la dismissione dello stabilimento.
Il Messaggero 24 Febbraio 2010

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia