La Commissione d'inchiesta sulle infiltrazioni criminali, istituita il 20 gennaio 2009 su proposta dai Consiglieri regionali Vinti, Girolamini, Lupini e Bracco e formalmente costituita il 10 Marzo 2009, è arrivata alla fine dei lavori a causa del termine della legislatura e dunque appare opportuno esprimere una valutazione complessiva dell'operato di questi mesi.
Il lavoro svolto dai componenti della Commissione Fronduti, Girolamini, Sebastiani e Vinti e dal Presidente Baiardini, è certamente considerato positivo dalla Confcommercio; è noto infatti come le infiltrazioni criminali possano toccare e colpire in modo particolarmente forte il settore economico e produttivo ed è interesse di tutti che la Regione possa rimanere immune da simili fenomeni.
Di fatto però, questi avvenimenti sono sottovalutati e sottostimati come si evince dall'escalation notevole che hanno avuto negli ultimi dieci anni nel nostro territorio. Un esempio lo ritroviamo in occasione dei lavori di ricostruzione post sisma del 1997 che hanno portato alla presenza sul territorio regionale di imprese edili in alcuni casi di dubbia legalità. Anche i fenomeni della diffusione della droga e della prostituzione e dell'affollamento delle carceri ha portato l'Umbria a non essere più l'isola felice di un tempo e l'attività della Commissione si è dunque concentrata sul come contrastare i problemi con maggior energia.

i Lavori Della Commissione
In particolare, la Commissione ha lavorato su alcuni campi a rischio come il sistema degli appalti e delle costruzioni, il ciclo dei rifiuti (dove si evince il pericolo di sviluppo di riciclaggio del denaro sporco) nonché il passaggio di imprese tra diversi proprietari.
La Commissione ha dunque proposto modifiche alla legge regionale
"Disciplina dei lavori pubblici e alle norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici"
, con l'obiettivo di rendere il più trasparente e chiaro possibile il sistema degli appalti, da sempre terreno di caccia per le organizzazioni criminali.
In questo senso, sono state rafforzati i poteri dell'Osservatorio dei lavori pubblici, in modo che la registrazione ora non comprenda più solo le ditte che vincono le gare d'appalto, ma anche tutte quelle che partecipano ai bandi e alle varie sequenze d'asta, vietando invece a quelle che hanno partecipato alla gara di prendere parte ai subappalti, evitando così che si possano costituire cartelli tra imprese che limitino la concorrenza attraverso l'influsso sui rapporti di mercato o di produzione.
Sempre nella direzione di esplicitare al meglio le dinamiche commerciali, altra proposta importante è certamente quella dell'utilizzo del Cup (Codice unico di progetto) per tutte le fasi di un appalto, estendendolo dunque anche alla fase dei subappalti, con l'aggiunta dell'istituzione di un conto corrente specificatamente previsto per tutte le varie fasi del procedimento in esame, in modo che sia istantaneamente rintracciabile qualsiasi forma di trasferimento di denaro.
Inoltre, d'ora in poi gli oneri relativi alla sicurezza e alla manodopera devono essere evidenziati in modo separato nel contratto di subappalto, affinché non siano soggetti a riduzione.
Da ultimo, ma non per importanza, la proposta dell'obbligo in capo alla ditta vincitrice di una gara d'appalto di informare immediatamente l'autorità giudiziaria e gli enti preposti in merito a una qualsivoglia forma di minaccia o prevaricazione subita; ancora sul sistema degli appalti, nel Piano sociale per le prestazioni sanitarie, non vigerà più il meccanismo del massimo ribasso nelle varie gare, ma quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Per ottenere ciò, risulta fondamentale anche la possibilità di costituzione di rapporti d'intesa con sindacati, associazioni di categoria ed enti locali per introdurre nell'appalto varie misure per contrastare le infiltrazioni criminali.
e' proprio questa collaborazione tra le istituzioni e le imprese che risulta essere indispensabile ai fini di un efficace contrasto di una situazione che in Umbria deve essere affrontata con la massima attenzione, mettendo in campo azioni plurime di prevenzione e repressione.
Sempre alla Commissione di inchiesta si deve la predisposizione di una
"Giornata regionale della memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie"
che cadrà il 21 marzo di ogni anno con lo scopo di valorizzare la cultura della legalità nel territorio regionale, promovendo l'educazione e l'informazione. Verranno organizzate dalla Regione in occasione di quella data tutta una serie di iniziative per contrastare le varie forme di criminalità in Umbria; va aggiunto peraltro che il 21 Marzo è già data importante in questo senso, perché anche a livello nazionale, e già da quattordici anni, questo è il giorno dedicato alle vittime delle mafie, patrocinato da numerose amministrazioni locali e con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

le Considerazioni di Confcommercio
Dal quadro appena esposto, è evidente che, nonostante la riforma del Titolo v, Parte Ii, della Costituzione, in materia di sicurezza dei cittadini, attribuisca allo Stato la competenza esclusiva in relazione alla tutela dell'ordine pubblico, al diritto penale e all'ordinamento giudiziario, con le Regioni che hanno la potestà esclusiva in materia di polizia amministrativa, il tema della sicurezza è però materia sufficientemente complessa da consentire di individuare per gli enti territoriali e locali un ruolo ben più ampio e articolato di quello attuale.
Una ricerca condotta dalla Confcommercio nazionale e Format – Ricerche di Mercato nei primi mesi del 2009, su tutto il territorio italiano, Umbria compresa, conferma infatti la situazione di disagio dei cittadini e delle imprese di fronte ai fenomeni criminosi.
Per il 24,5% delle Pmi negli ultimi due anni è peggiorato il livello di sicurezza. Tra le cause principali della criminalità, il 71,1% degli imprenditori indica l'impunità dei criminali e la mancanza di certezza della pena, il 31,6% l'immigrazione clandestina, il 22% il degrado urbano e sociale.
Il 10,2% delle Pmi ritiene che l'azione della criminalità incida negativamente sulla competitività, in particolare delle imprese del commercio, mentre per il 7,6% genera incertezza per il proprio futuro. Si tratta di una percentuale non bassa, considerando che è stata rilevata su domanda a risposta libera.
Gli imprenditori della Confcommercio segnalano in particolare un domanda decisa di maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine, avvertendo in generale una particolare frustrazione e tensione da parte degli associati che per la loro posizione si trovano spesso ad essere proprio i più esposti alla criminalità senza essere adeguatamente protetti dalle istituzioni, dalle quali si sentono abbandonati.
Nella realizzazione dei percorsi sinergici pubblico-privato per il contrasto ai suddetti fenomeni, assolutamente determinante è il dialogo con le forze dell'ordine, il rapporto costante con loro, nella fase della prevenzione prima ancora che in quella della repressione, dialogo che è considerato da Confcommercio alla base di ogni risultato positivo in termini di tutela della legalità, perciò rafforzare il rapporto con gli imprenditori è interesse di entrambe le parti e dell'intera collettività.
Grazie ai preziosi consigli di Polizia e Carabinieri, alle loro competenze ed esperienze, Confcommercio vuole diffondere una cultura della sicurezza, che gli imprenditori, da potenziali vittime si trasformino in "sentinelle" attive, in grado di cogliere segnali di pericolo e di avere un interlocutore a cui denunciarli con prontezza. Attraverso la collaborazione è possibile ottenere risultati positivi in termini di contrasto alla criminalità e di identificazione dei criminali. In questo percorso Confcommercio, oltre alle forze dell'ordine, identifica proprio nelle istituzioni l'altro interlocutore indispensabile.
Dalla criminalità infatti, ci si difende soprattutto mantenendo vivo e vitale il tessuto economico e sociale di centri storici e periferie: ogni negozio in più che chiude è un presidio in meno contro il degrado. Le stesse istituzioni devono dunque farsi carico di una più ampia esigenza di rispetto delle regole, che comprende la lotta alla criminalità. Anche su questo fronte Confcommercio attende risposte immediate e continuative e proprio per questo motivo, è accolto positivamente il lavoro di questa Commissione e l'auspicio è dunque quello che la fine della legislatura non segni la fine di questi progetti, ma che invece possano essere proseguiti e potenziati appena si insedierà il nuovo Consiglio regionale dopo le elezioni di fine Marzo.
Confcommercio della Provincia di Terni Venerdì 19 Febbraio 2010

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