Sensazionale "La Supernova 1181" nell'affresco dei Magi alla abbazia di San Pietro in Valle. Che i nostri antenati osservassero con attenzione le eclissi e i passaggi delle comete, si sa da molto tempo e l'analisi delle testimonianze di questi eventi sia utile anche per la scienza moderna è stato riconosciuto già nel XIX secolo.
Gli sviluppi dell'astrofisica del XX secolo hanno mostrato che pochi ma importanti fenomeni connessi con l'evoluzione delle stelle di grande massa hanno tempi scala compatibili con i periodi coperti dalla storia scritta dell'umanità. Tra i differenti fenomeni esplorabili con mezzi dell'astronomia storica, le supernovae occupano certamente un posto particolare. Fino ad ora tutti i dati relativi alle supernovae storiche sono stati ottenuti da fonti scritte, con l'unica possibile eccezione del famoso pittogramma del Chaco Canyon, in Arizona che potrebbe rappresentare l'esplosione della supernova del 1054 (SN 1054); questa associazione però è stata per altro recentemente messa in discussione. Vi è però un possibile nuovo caso molto meglio documentato, di un dipinto che potrebbe raffigurare una supernova galattica e precisamente la SN 1181. Il caso è stato suggerito al professore Vito Francesco Porcaro (autore di un serio studio: Una Possibile testimonianza Europea della Supernova del 1181 pubblicato sulla rivista di astronomia storica n°261) dalla dottoressa Giulia Tamanti dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma, nell'affresco rappresentante l'apparizione della stella ai Re Magi presso la chiesa dell'abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo. Per quello che risulta però il soggetto dell'apparizione della stella è stato rappresentato oltre che alla abbazia di Ferentillo in sole altre due opere.
Il primo in un affresco paleocristiano datato alla fine del II secolo (cappella dei Greci presso le catacombe di S. Priscilla in Roma) il secondo datato 1181 dipinto nel timpano della cattedrale Saint Gille du Garde (Francia Meridionale abbazia benedettina); questa oltre ad essere contemporanea a quella riprodotta a Ferentillo è anche simile stilisticamente.
Altra particolarità, nell'affresco di Ferentillo è che due dei re magi, simbolo della saggezza umana, sono rappresentati in evidente atteggiamento di panico (uno addirittura cade a terra terrorizzato), il più vecchio e quindi il più saggio, indica la stella che appare con atteggiamento rassicurante di chi sta per spiegare ai colleghi cosa sta succedendo. La stella dei magi nell'affresco del "maestro di Ferentillo" e la cosiddetta rosetta di Ishtar rappresentano l'aspetto che assume all'occhio umano un corpo celeste estremamente luminoso, assai più brillante di una normale stella, cioè un oggetto brillante come Venere alla sua massima luminosità. Comunque chi vuole approfondire lo studio basta procurarsi copie della pubblciaizione "Astronomia Storica n 261 /02/05"

Carlo Favetti
Corriere dell'Umbria 15 Febbraio 2010

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia