Carlo Fava: Neve per Visioninmusica 2010

Giovedì 25 alle ore 21:00
Presso l'Auditorium Gazzoli - Sala Blu
Carlo Fava: Neve
Visioninmusica 2010

Biglietti da € 10.00
Autore: Carlo Fava, Gianluca Martinelli
Produzione: Carlo Fava, Cesare Picco, Danilo Rossi

Nel complesso e articolato universo del cantautorato esiste anche chi decide di percorrere la via illuminata dell'ispirazione, lasciando al loro vano destino le lusinghe del mercato e della popolarità e magari ritirarsi dalle scene per quattro anni dopo essere apparso quale protagonista, al fianco della cantante israeliana Noa, nella luccicante vetrina di Sanremo e aver vinto il premio speciale della critica. Casi rari, ma di per sé molto significativi e che vanno ad arricchire quell'autorialità che rimane splendidamente relegata ad una nicchia di ascoltatori che cerca nella musica il punto di incontro tra riflessione e relax, tra fuga in lontani ricordi e realtà, tra letteratura e poesia, tra melodia e lirismo.
Tutto questo è la sintesi di quanto caratterizza Carlo Fava, milanese ondivago che si muove sulla scia di una vaga ispirazione gaberiana, con lontani echi che rinviano al primo Paolo Conte. Con lui giovedì sera all'auditorium Gazzoli, nel corso del concerto della stagione di Visioninmusica, si è diradata un'atmosfera d'altri tempi, tra surreale e fantastico, tra onirico e poetico. Vestito di una marsina nera che ha ispirato l'associazione mentale di uomo elegante e trasognato del primo Novecento, Fava si rivela un attento perfezionista che nulla lascia al caso come a voler eternare la sua arte dell'equilibrio tra melodia e intensità.
In "Neve", suo ultimo album uscito lo scorso anno, narra di sogni o meglio di quello stato di grazia tra sonno e veglia che ispira la meditazione, la riflessione profonda che apre le porte ad altri mondi possibili. Il viaggio, seppure nella sua dimensione "astrale", è ben rappresentato in "La pratica del Salasso", mentre il destino dell'amore si sostanzia in "Baby":
"Tu cammini senza cercarmi - canta Fava - tu cammini per incontrarmi"
, squarcio di luce sull'indefinitezza e insieme della solidità dello stato dell'innamoramento. Della passione si fa interprete in "Naso che cola", visione prospettica dagli occhi di una donna, mentre il fascino della discrezione femminile è esaltato in "Ultima". Il piano di Cesare Picco e la viola di Danilo Rossi hanno reso possibile la magìa di Fava in un disvelamento progressivo che è cresciuto di intensità canzone per canzone, sino a rispolverare dal passato "L'uomo flessibile", "La malavita non è più" e la finale "Lettera da un luogo che non so" suggellata da una lunga galoppata conclusiva dei due strumentisti.
Cla.Bia.
Corriere dell'Umbria Sabato 27 Marzo 2010

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