
Libera Terni esprime soddisfazione per il provvedimento della Direzione Nazionale Antimafia che ha stabilito la definitiva confisca di beni immobili ed attività commerciali per 1,5 milioni di euro in Sicilia e in Umbria, già sequestrati nel luglio del 2008.
I beni confiscati appartenevano alla cosca mafiosa di Resuttana della quale fanno parte le famiglie Madonia e Di Trapani. I beni erano intestati ad alcuni prestanome tra i quali Paolo Faraone arrestato a Terni al momento del sequestro di questi beni nel 2008 e considerato l'uomo di fiducia della cosca nella conca ternana.
Le indagini condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia con la collaborazione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni, portarono circa un anno e mezzo fa al sequestro di un supermercato nel quartiere di San Valentino, di un negozio di lusso vicino a piazza Tacito, a due appartamenti ed un garage ad Acquasparta ed ad un ristorante a Narni, tutti beni intestati a Paolo Faraone. Con il provvedimento di confisca vengono restituiti alla comunità ternana beni accumulati grazie all'esercizio di attività criminali. Ora sarà compito della stessa comunità e delle autorità competenti destinare nel modo migliore questi beni affinchè invece di arricchire la malavita organizzata contribuiscano all'occupazione ed allo sviluppo economico e sociale della città. La notizia conferma l'allarme lanciato più volte da Libera sul pericolo delle infiltrazioni criminali nella nostra regione. Tradizionalmente le diverse mafie tentano di riciclare i proventi delle attività criminali nelle regioni più tranquille e prive di una malavita organizzata locale come l'Umbria.
E' per questo che bisogna rafforzare la vigilanza su ogni movimento apparentemente sospetto. Compito questo non solo delle autorità competenti ma anche delle istituzioni locali e dei cittadini. Solo così si può preservare dalle infiltrazioni mafiose un tessuto socio-economico sostanzialmente sano come quello umbro.
Fonte: Email da Libera Terni


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