Terni . domenica 21 marzo 2010
ore 17,30 auditorium gazzoli

Magnificenza e splendore: i grandi concerti di Bach e Marcello

Ensamble Amadeus . orchestra da Camera
Roberto Romitelli . oboe
Augusto Ottaviani . violino
Moira Michelini . pianoforte
Musiche di: J.s.Bach - B.Marcello
Disegnatore:Mauro De Angelis

Johann Sebastian Bach (Eisenach 21 marzo 1685 – 28 luglio Lipsia 1750)
Concerto in re minore Bwv 1052 per pianoforte e orchestra

Questo concerto è la trascrizione di un concerto per violino andato perduto. I primi due movimenti furono utilizzati da Bach nella Cantata Bwv 146 mentre il terzo movimento venne utilizzato per l'introduzione alla Cantata "Ich habe meine Zuversicht" (bwv 188). Queste numerose versioni dello stesso materiale tematico dimostrano quanto questo fosse particolarmente prediletto dallo stesso Bach. È, nel suo genere, una delle pagine bachiane di più ampie proporzioni e di maggiore impegno virtuosistico.
La parte del solista è straordinariamente ricca e complessa: molti sono i passaggi decisamente difficili. L'Allegro iniziale s'apre con un ampio disegno all'unisono di tutta l'orchestra, di grande effetto teatrale. Questo disegno viene ripetuto integralmente o a frammenti e costituisce la cornice in cui s'aprono le radure solistiche del pianoforte che propone di volta in volta sempre nuove figurazioni del materiale tematico. L'Adagio è un unico vasto episodio di stupendo lirismo adagiato su un disegno dei bassi. Anche qui, all'inizio e alla fine del movimento, ci sono due frasi all'unisono dell'orchestra, di straordinario effetto. L'Allegro finale è di prorompente vitalità ritmica ed offre forti contrasti tra i brani orchestrali e quelli solistici.


Johann Sebastian Bach
Concerto in fa minore Bwv 1056 per pianoforte e orchestra

Anche questo concerto rielabora un concerto per violino non pervenuto. Il Largo centrale appare come sinfonia con oboe obbligato nella Cantata Bwv 156. Di spiccato gusto italiano per la semplicità della forma, la concisione e la trasparenza dell'elaborazione musicale, priva di spessore contrappuntistico. L'Allegro iniziale ha un carattere svelto e spigliato e si basa sul dialogo tra gli archi e il pianoforte. Il Largo centrale ha una natura lirica con una cantilena molto fiorita del pianoforte contrapposta al pulsare regolare di accordi pizzicati da parte degli archi. Il Presto finale presenta un motivo principale in ritmo ternario proposto con insistenza fino alla fine, in alternanza a brevi episodi solistici.


Alessandro Marcello (Venezia 1684 - ivi 1750)
Concerto in re minore per oboe, archi e basso continuo

Questo concerto fu per parecchio tempo attribuito a Benedetto Marcello (Venezia 1686 - Brescia 1739), fratello minore di Alessandro e di lui senz'altro più importante e più conosciuto. Il catalogo delle composizioni di Alessandro è molto esiguo se paragonato a quello sterminato di Benedetto. Ciò è dovuto al fatto che Alessandro fu un personaggio dai tanti interessi. Fu difatti oltre che compositore e violinista, poeta, letterato e matematico e non disdegnò neanche la pittura, la filosofia e le scienze. Fu membro dell'Arcadia con il nome di Eterio Stinfalico. Il Concerto in re minore, sotto il nome di Alessandro Marcello, appare in una raccolta collettiva, edita ad Amsterdam nel 1716. Prima del rinvenimento di questa raccolta, il concerto era attribuito al fratello Benedetto o addirittura a Vivaldi. J. S. Bach ne fece una trascrizione per cembalo solo (bwv 974). Risale al periodo in cui J. S. Bach era musicista di camera e organista alla corte di Weimar. Oltre che dal concerto di Alessandro Marcello, Johann Sebastian fece trascrizioni da due concertidel fratello Benedetto e da molti concerti di Antonio Vivaldi.
Di Alessandro Marcello si ricorda anche una raccolta di sei concerti pubblicata ad Augusta che va sotto il nome de La Cetra. Nel Concerto in re minore, raffinato è nel primo movimento il dialogo tra violini e viola da un lato e tra oboe e basso dall'altro. L'Adagio è un lungo arabesco del solista su un letto armonico dolcemente ripetitivo di carattere bucolico. L'Allegro finale, introdotto dall'oboe, è di fresca eleganza. Questa composizione divenne improvvisamente popolare quando il suo secondo movimento (L'Adagio), trascritto in do min., fu utilizzato da Enrico Maria Salerno come colonna sonora per il film Anonimo Veneziano nel 1970.


Johann Sebastian Bach
Concerto in re minore Bwv 1060 per oboe, violino, archi e basso continuo

Questo concerto è ispirato a Vivaldi, musicista che J. S. Bach tenne in alta considerazione. Di questo concerto non ci è pervenuto l'originale, ma la trascrizione per due clavicembali. La destinazione per oboe e violino è legittimata dall'estensione delle due parti solistiche, non attribuibili a due violini. Ma anche dalla pratica corrente che spesso affiancava l'oboe al violino a formare la coppia di solisti contro un'orchestra d'archi. Nell'Allegro iniziale, dopo l'introduzione dei soli archi il confronto/dialogo tra i due solisti si esercita con continui ed improvvisi scambi di ruolo. Talvolta uno canta la melodia, l'altro la contrappunta e viceversa. .Il canto sereno dell'Adagio viene introdotto dall'oboe sul pizzicato degli archi, poi ripreso e amplificato dal violino, sempre contrappuntato dal pizzicato degli archi. L'Allegro finale conclude con vitalistica gioiosità.

Pasquale De Zio
Giovedì 18 Marzo 2010

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