In attesa che palazzo Spada porti anche in centro la rete pubblica "Ternisenzafili", sono i privati ad organizzarsi per aprire le porte del web. In particolare sono i moderni american bar che si attrezzano di tutto punto per offrire un servizio all'avanguardia, ma a pagamento. Non a tariffa, ma a consumazione. Perché il web in questi casi si "aggancia" con una password segreta, che viene rilasciata soltanto ai clienti. Un vanto da esibire e pubblicizzare che si sintetizza dietro la scritta "Wi-fi zone".
È in questi punti che gli internauti più incalliti hanno la possibilità di trascorrere ore di svago, navigando da un sito all'atro, oppure, isolarsi da tutti per frequentare un social network. Ma internet è pure uno strumento di lavoro oltre che un passatempo. Anche una pausa pranzo, o un caffè, può diventare l'occasione per controllare la posta elettronica o completare altre operazioni on line.
Uno dei primi locali ad offrire tale servizio è stato il Placebo di via Cavour, al centro del triangolo mondano della città. "Modello" esportato anche al Fat Bar del Caos, il polo museale dell'Ex Siri.
"In entrambi i casi – spiega Samuele Fiorini, del Placebo – il consumo è illimitato e specie al Placebo l'utilizzo è più per motivi di lavoro che di divertimento."
Accostare arte e mondo virtuale, è quanto proposto dalla Galleria Da. Co di via dell'Ospedale, moderno wine bar che offre il servizio wi-fi zone. Ma anche mangiare una piadina può essere l'occasione per dare una sbirciata alla rete. È quanto deve avere pensato il titolare del nuovo "Ciao Piada" di piazza San Fracesco che nei volantini pubblicitari mette in bella mostra il logo wi-fi zone.
Fin qui tutti esempi di internet a pagamento.
Ma volendo l'accesso al web si può anche "scroccare". Basta scovare la "rete non protetta" e navigare gratuitamente a spese di ignari e sprovveduti soggetti che non hanno inserito una password di accesso. Ma senza fare i "furbetti della rete" c'è comunque la possibilità di navigare senza spendere un euro e in pieno centro. In biblioteca, infatti, è attiva "Ternisenzafili", la rete wireless del Comune di Terni, già attivata al parco di viale Trento. In Bct il servizio è gratuito e vi posso accedere soltanto gli iscritti che ottengono una username ed un password per navigare non più di 4 ore al giorno.
L'unico limite, però, è che la connessione avviene soltanto nella condizioni in cui l'utente è in uno dei locali della bct. Infatti, per ora, l'unica vera wi-fi zone aperta, targata sempre "Ternisenzafili" e che richiede comunque una registrazione, è quella attiva al parco di viale Trento, dove, nonostante l'impegno dell'amministrazione, soprattutto economico, ci sono oggettive difficoltà da superare. Come quella di trovare un posto all'ombra, al riparo dai riflessi del sole che a volte rendono impossibile la visualizzazione del monitor.
Il Messaggero Martedì 30 Marzo 2010

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