Quando ... c'è caos al Caos

"Il marmo rovinato, la rastrelliera per bici divelta e le scritte e le pedate sui muri c'erano già prima della festa."
Massimo Mancini, responsabile organizzativo di "Indisciplinarte", una delle associazioni che gestisce gli spazi del nuovo polo museale dell'Ex Siri, giura che è così. Eppure domenica pomeriggio il Caos è stato festosamente invaso da centinaia di giovani, che hanno preso parte al raduno della "street art", organizzato con il contributo della Regione dell'Umbria e la collaborazione del Caos. Per gran parte della giornata skate e bmx hanno scorazzato in lungo e in largo per tutta l'area.
Ma skaters e bikers non hanno saltato solo gli ostacoli artificiali, piccole rampe sistemate all'altezza del teatro Secci. Qualcuno non ha resistito alla tentazione di misurarsi con l'arredo urbano installato nella zona museale. Altri ragazzi, invece, impegnati nella disciplina del "parkour", si arrampicavano sui muri, saltando come cavallette da una parte all'altra. Tra di loro c'è stato anche chi, facendosi leva sul cofano dell'autoambulanza, ha dimostrato tutta la sua agilità. In sottofondo la musica rap, che ha animato la giornata. Una manifestazione originale, con decine di giovani che hanno avuto modo di trascorrere una domenica pomeriggio di aggregazione. Ma a che prezzo? e soprattutto perché proprio lì?
Per Massimo Mancini,
"è da oltre un mese che abbiamo segnalato il marmo rotto per via di una manovra ad opera di un mezzo di lavoro"
, ma qualche perplessità resta. Dopo tanto tempo i cocci sono ancora freschi in terra. E rimane anche il dubbio di come mai il cantiere si trovi dall'altra parte del marmo danneggiato. Per quanto riguarda la rastrelliera divelta: "È stato un atto di vandalismo".
Anche sulle scritte apparse in più punti Mancini non ha dubbi:
"Non sono stati i writers invitati alla manifestazione. Loro domenica disegnavano su apposti pannelli e comunque siamo i primi a contrastare coloro che imbrattano i muri."
Eppure distinguere una scritta vecchia da una appena fatta non è difficile, se non altro perché una delle due ha un odore diverso ed un colore più intenso. Le pedate sui muri, invece, Massimo Mancini le spiega ricordando un malcostume di cui lui stesso è stato testimone:
"c'è chi esce dal museo e mentre si fuma una sigaretta appoggia i piedi al muro."
Comunque, senza criminalizzare né giudicare il fenomeno giovanile della Street Art, resta il fatto che messo così il Caos, a solo un anno dall'inaugurazione, è già in uno stato di degrado. Ci sono scritte da rimuovere, muri da pulire e arredi da sistemare.
Il Messaggero Mercoledì 28 Aprile 2010

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