Bisogna tirar fuori due milioni di euro dalle bollette del servizio idrico. Due milioni in più rispetto allo scorso anno. E quei soldi devono uscire dalla tariffa a carico degli utenti. È lo scalino in su del 7 per cento previsto per il 2010 nel cosiddetto "piano d'ambito": una sorta di piano industriale dell'acqua nella provincia di Terni, che ha previsto aumenti progressivi, robusti tra il 2003 ed il 2011, poi più graduali.
Il punto, ora, è come ricavare quei due milioni di euro. C'è una settimana di tempo per decidere, e le associazioni dei consumatori hanno posto una serie di paletti.
Il piano è opera dell'Ato, l'organo politico composto dai Comuni, e sostituito con una legge regionale dall'Ati, guidato dal sindaco di Terni Leo Di Girolamo. La decisione rientra nel piano varato lo scorso aprile, e le nuove tariffe dovranno essere applicate dall'ente gestore del servizio, cioè la società Sii.
Gli aumenti andranno calcolati sui consumi compresi tra gennaio e dicembre 2010, quindi anche su tanti metri cubi d'acqua già usciti dai rubinetti dei ternani.
La tariffa media dell'acqua ternana passa da 1 euro e 98 centesimi al metro cubo a 2 euro e 11 centesimi. Il punto è come sarà calcolata questa somma. Cioè come verrà "costruita" la tariffa. Le bollette vengono conteggiate con delle fasce di consumo: per intendersi, i primi 30 metri cubi hanno un costo, i volumi successivi vengono pagati un prezzo diverso, e via a salire. Per esempio, concentrare gli aumenti sui primi metri cubi di acqua registrati dai contatori domestici significherebbe un peso molto alto per i bilanci delle famiglie. Altra storia, se quel 7 per cento di aumento viene spalmato sulle fasce più "alte". Su questo punto, ieri, hanno discusso associazioni dei consumatori e Ati (un'assemblea dei sindaci della provincia, guidati dal primo cittadino di Terni). L'obiettivo delle associazioni è tutelare le fasce di reddito più deboli.
Applicare l'aumento a partire dalla cosiddetta "tariffa agevolata" - cioè la prima parte dell'acqua consumata - vorrebbe dire colpire per primo chi consuma poco.
L'assemblea dei sindaci che dovrà ratificare l'aumento è in programma per mercoledì prossimo, lunedì, invece, è in calendario un altro confronto con i rappresentanti dei consumatori. Insomma, i tempi sono corti.
L'aumento della tariffa rientra nella partita più grande dell'acqua ternana. Quei 50 milioni di euro di debiti della società Sii, soldi che i soci del consorzio (Aman, Asm e la privata Umbriadue) devono ad aziende terze per lavori già realizzati. Con il paradosso che la società responsabile del servizio idrico chiuderà anche quest'anno il bilancio in attivo.
Il Messaggero Sabato 17 Aprile 2010

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