Il punto, ora, è come ricavare quei due milioni di euro. C'è una settimana di tempo per decidere, e le associazioni dei consumatori hanno posto una serie di paletti.
Il piano è opera dell'Ato, l'organo politico composto dai Comuni, e sostituito con una legge regionale dall'Ati, guidato dal sindaco di Terni Leo Di Girolamo. La decisione rientra nel piano varato lo scorso aprile, e le nuove tariffe dovranno essere applicate dall'ente gestore del servizio, cioè la società Sii.
Gli aumenti andranno calcolati sui consumi compresi tra gennaio e dicembre 2010, quindi anche su tanti metri cubi d'acqua già usciti dai rubinetti dei ternani.
La tariffa media dell'acqua ternana passa da 1 euro e 98 centesimi al metro cubo a 2 euro e 11 centesimi. Il punto è come sarà calcolata questa somma. Cioè come verrà "costruita" la tariffa. Le bollette vengono conteggiate con delle fasce di consumo: per intendersi, i primi 30 metri cubi hanno un costo, i volumi successivi vengono pagati un prezzo diverso, e via a salire. Per esempio, concentrare gli aumenti sui primi metri cubi di acqua registrati dai contatori domestici significherebbe un peso molto alto per i bilanci delle famiglie. Altra storia, se quel 7 per cento di aumento viene spalmato sulle fasce più "alte". Su questo punto, ieri, hanno discusso associazioni dei consumatori e Ati (un'assemblea dei sindaci della provincia, guidati dal primo cittadino di Terni). L'obiettivo delle associazioni è tutelare le fasce di reddito più deboli.
Applicare l'aumento a partire dalla cosiddetta "tariffa agevolata" - cioè la prima parte dell'acqua consumata - vorrebbe dire colpire per primo chi consuma poco.
L'assemblea dei sindaci che dovrà ratificare l'aumento è in programma per mercoledì prossimo, lunedì, invece, è in calendario un altro confronto con i rappresentanti dei consumatori. Insomma, i tempi sono corti.
L'aumento della tariffa rientra nella partita più grande dell'acqua ternana. Quei 50 milioni di euro di debiti della società Sii, soldi che i soci del consorzio (Aman, Asm e la privata Umbriadue) devono ad aziende terze per lavori già realizzati. Con il paradosso che la società responsabile del servizio idrico chiuderà anche quest'anno il bilancio in attivo.


0 commenti
Posta un commento