Il testamento biologico viene redatto in circostanze sia scientifiche che personali differernti dal momento della sua applicazionee può diventare difficile supporre che quella volontà espressa allora valga ancora adesso. In altre parole: un conto è parlare di morte eaccademicamente e un altro è morire. L'argomento contrario più forte lo vivo sul piano culturale, della cultura della persona: il testamento biologico è l'espressione di un pensiero individualista che impone di pensare che la vita è esclusivamente dell'individuo che l'ha e che ne possa disporre a suopiacimento, cercando di trattenerla o di rifiutarla. Il voler imporre il dominio sulla vita equivale a dire la vita è mia e ci faccio quello che voglio.
In realtà nessuno, a mio modo di vedere, può dire la vita è mia perchè tutti la riceviamo senza che l'abbiano richiesta e tutti la viviamo continuamente interfacciata agli altri. Lo stesso modo di morire è un modo alto di servire l'universale solidarietà se lascia aperto l'interrogativo sulla dimensione della vita, sul suo stesso mistero e quindi quello relativo alla sua origine e della sua fine.
L'atto di volersi appropriare della morte è l'ultimo gesto per strappare la vita ad un contesto di solidarietà per farne un fatto privatissimo mentre anche il morire può diventare un alto servizio alla vita collettiva come luogo di affetti, di condivisione, di speranze, di problemi che si prospettano: la vita come un mistero da restituire. Ciò non contraddice il bisogno di morire con dignità. Ma chi percepisce la vita come dono non può proprio far tacere la propria coscienza e dire no!
Riccardo Giubilei
Consigliere comunale del Partito Democratico
Consigliere comunale del Partito Democratico
La Nazione Venerdì 23 Aprile 2010
Di seguito la nota dello stesso Giubilei sulla pagina Facebook dove si sta sviluppando la discussione:
"...sui temi bioetici un cittadino non è meno di sinistra, meno dicentro o meno di destra se obbedisce al proprio cuore e alla propria coscienza, indipendentemente da quello che può essere l'orientamento prevalente nello schieramento cui egli sente di appartenere."è questa la base della libertà di coscienza che il Partito Democratico ha scelto in merito al tema. Con tutto il rispetto che devo e che pretendo... Confidando in toni pacati e riflessioni serene, che gli ultras mi piace vederli solo allo stadio.


0 commenti
Posta un commento