"Chi mi conosce sa che le cose le faccio bene o non le faccio", dice lei. Solo che la situazione economica è quella che è. Sempre meno soldi dagli enti pubblici, gli sponsor privati che cominciano a tirarsi indietro. E il budget che si riduce. La stagione 2010 s'è conclusa neanche una settimana fa con lo spettacolo "Fu…turisti" di Elio, quello delle Storie Tese. Qualità eccelsa, pubblico in prevedibile estasi. Ma niente tutto esaurito.
"È che la crisi si fa sentire per tutti. Uno chiama Elio e pensa di riempire il teatro. Invece no. Perché magari i fan degli Elio e le Storie Tese faticano a trovare 18 euro da spendere per uno spettacolo così particolare. Li intriga, li incuriosisce, ma sono costretti a risparmiare. E non vengono."D'altronde per Visioni in Musica puntare su produzioni originali, lontane dalle logiche del main-stream, è una costante. Ogni cartellone è fatto di scommesse, il più delle volte vinte. Anche quest'anno, tutto sommato.
"a livello di presenze complessive è andata benissimo. Tra serali e matinee abbiamo superato quota tremila, siamo a un passo dai livelli del 2007, quando ottenemmo un successo straordinario."Però vendere biglietti non può bastare.
"Una manifestazione come la nostra si regge su tre canali di sostentamento, fondamentalmente. Lo sbigliettamento, appunto, che però di solito è marginale, i contributi pubblici e gli sponsor privati, che coprono oltre il 40%. Il guaio è che di questi tempi diventa tutto più difficile. Quest'anno, per esempio, abbiamo guadagnato una grande sponsorizzazione, ma ne abbiamo perse tre. Per non parlare dei fondi provenienti dagli enti locali."In calo, no?
"In calo formidabile. Il Comune ci ha già annunciato che il prossimo anno avremo ancor meno soldi. Così si fa dura. Il guaio è che in Italia chi lavora con la cultura non viene premiato in base al merito. Si muove tutto politicamente. Per cui non conta proporre un'offerta di grande livello, né riuscire a richiamare in una realtà piccola come Terni gente da tutto il centro Italia."C'è da preoccuparsi, insomma?
"Sicuramente il futuro è grigio. Gli anni scorsi nel momento in cui finiva una stagione già ci mettevamo in moto per studiare quella successiva, cominciavamo a contattare gli artisti e a pensare ad eventuali produzioni proprie. Stavolta no. In questo clima con quale spirito potremmo? L'eventualità di produrre qualcosa di nostro è esclusa in partenza. Sul resto vedremo."Che tipo di novità ci si può attendere, come conseguenza di questa riduzione del budget?
"È evidente che bisogna correre ai ripari. Senza svilire il programma, occorrerà puntare ancor di più sulla vendita dei biglietti. Quindi azzardare un po' meno. In altre parole, andare un po' più incontro ai gusti della massa. Ovvio che non si tratterà di svenderci, di fare cose di bassa qualità. Io da sempre scelgo solo artisti e spettacoli che mi piacciono e che reputo di ottimo spessore, e non mi smentirò. Solo che con ogni probabilità bisognerà ripiegare su cose un po' più 'commerciali', meno originali."e per gli spazi?
"Quello è un altro bel problema. Senza il Verdi ci viene a mancare la struttura più grande, quella attrezzata per le serate di maggior richiamo. Passiamo dai suoi 760 posti ai 300 dell'Auditorium Gazzoli, non so se mi spiego."Si spiega benissimo. Gli appassionati di musica ternani sono avvisati.
"a meno che non ci sia un'inversione di tendenza delle amministrazioni locali Visioni in Musica diventerà un po' meno di nicchia"
Giovanni Dozzini
Corriere dell'Umbria Martedì 27 Aprile 2010


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