Hanno resistito in quasi quaranta anni di storia alle più diverse stagioni di mutamenti e temperie culturali, hanno visto passare sotto i loro occhi le grandi contraddizioni dell'umanità, i conflitti più cruenti, il Vietnam, l'Iraq, il crollo delle Torri gemelle, il fondamentalismo islamico, eppure il loro approccio alla realtà è rimasto sostanzialmente immutato nell'espressione di un teatro d'avanguardia che sin dai suoi primi vagiti era teatro della necessità.
Il pane presente sin dal titolo del gruppo, sta lì a dimostrare l'urgenza, l'elemento primario dell'alimentazione che è sinonimo anche di ritualità collettiva, di condivisione, di commensalità, l'agape greca, o la cena, l'ultima cena evangelica.
I Bread and Puppet Theatre, il gruppo fluttuante, mai fermo su se stesso che cambia mano a mano che si arricchisce dell'apporto dei vari partecipanti, qual teatro che rivoluzionò le modalità dell'interazione con il pubblico, coinvolgendolo a pieno titolo quale coprotagonista, il senso comunitario degli appartenenti, i riferimenti agli elementi simbolici della storia del teatro popolare sin dalle sue origini medievali, l'insieme di urgenza e divertimento che tanto colpì l'immaginazione del giovane studente ternano del Dams, Sergio Secci, sarà a Terni il 22 maggio in occasione dell'inaugurazione del nuovo teatro da trecento posti titolato alla memoria della vittima della strage di Bologna del 2 agosto 1980.
Sono passati trenta anni da quando Sergio Secci trovò sulla sua strada la morte nell'inferno della strage di Bologna. Era fresco di studi e di laurea. Con una passione immensa verso tutto quel che di nuovo e di più sperimentale arrivava in Italia e attinente ai nuovi linguaggi del teatro e dello spettacolo. Non a caso l'argomento affrontato per redigere la sua tesi di laurea fu proprio il teatro del gruppo americano fondato da Peter Schumann "Bread and Puppet Theatre", pubblicata in seguito nel 1986 da La casa Usher (Firenze):
"Il teatro dei sogni materializzati: storia e mito del Bread and Puppet Theatre."
Il teatro della compagnia di Schumann si fonda su una critica radicale e antisistemica ai modelli e agli stili di vita capitalisti e neocapitalisti per promuovere il ritorno a dimensioni più umane e in armonia con la natura. Sergio ne fece una profonda analisi per esaltarne il forte valore idealistico che sconfinava nell'utopia, un non luogo dell'immaginazione alla base della stessa azione scenica. Quella del Bread and Puppet Theatre è infatti una modalità peculiare di intendere la scena, intendendola più vicina possibile ai bisogni della gente comune. Nei due spettacoli che andranno in scena al nuovo teatro Secci che sarà parte integrante degli spazi del Caos (il polo museale ternano), la compagnia sarà impegnata in un vasto excursus sulle contraddizioni sociali e culturali della civiltà. In "The dirt cheap money circus", spettacolo e denuncia sociale si alternano vicendevolmente a tracciare un quadro quanto mai attuale, mentre in "Joan of Arc", Giovanna d'Arco, viene esaltata la fede quale vero elemento "eversivo" per la trasformazione della società. La compagnia userà i suoi tradizionali "strumenti" di spettacolo quali le grandi maschere, ma anche tutti gli elementi di uno "sporco, economico circo", a partire dagli immancabili burattini, in antitesi con il "panem et circenses" (pane e giochi del circo) che piuttosto che imbonire il pubblico, lo allertano sui rischi e le contraddizioni di un mondo sempre più inautentico.
"Ogni estate nel Vermont - scrive Lise Gauvin - nella fattoria dove il Bread and Puppet ha ormai da anni la sua sede, nei grandi prati verdi che la circondano, arrivano migliaia di persone (fino a cinquanta sessantamila!), per un evento che è teatro, nel senso più classico e antico del termine, ma che evidentemente assomiglia anche a una grande festa, un concerto rock, una sorta di Woodstock, con la grande creatività di molti degli artisti che a Woodstock si esibirono, ma anche con la delicatezza, la poesia espressa da questi grandi personaggi di cartapesta, questi uomini travestiti da uccelli, bianchi come i gabbiani, bianchi come le bandiere, come la neve e i sogni. Queste le dichiarazioni di Schumann a Sergio Secci: "
La situazione americana non poteva non favorire un artista alla ricerca, che tentava di combinare scultura, danza e poi burattini (letti spesso come sculture in movimento).
"Il teatro di burattini è una vera conseguenza della scultura. E la scultura è un oggetto di teatro da ogni punto di vista. Anche nel museo, la scultura è, in un certo senso, teatro...."
i burattini sono descritti da Schumann come danzatori,
"il loro movimento è così importante che la scultura deriva i suoi tratti fondamentali da esso."
"Danza e burattini", scrive Secci,
"sono, per Schumann, momenti dell'espressione del movimento. Anzi sono i mezzi attraverso i quali il teatro, purificandosi, raggiunge una essenzialità che gli consente di uscire fuori dalle mode e dai vincoli dei mestieri specializzati per diventare poesia: poesia che è un fare, un sognare e un saper guardare con stupore la vita che si vive."
Il programma dell'inaugurazione del teatro Secci prevede sabato 22 maggio alle ore 19 nel piazzale del Caos lo spettacolo "The dirt cheap money circus"; alle 21 al teatro "Joan of Arc". Domenica 23 maggio è previsto alle 17 l'incontro con Peter Schumann a ingresso libero. Poi il programma rispecchierà quello del giorno precedente con le repliche dei due spettacoli
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Maggio 2010

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia