Gli uffici della regione dell'Umbria a Terni ci sono, ma non riescono ad essere utili per sveltire le pratiche burocratiche né facilitare la presentazione di un bando di gara. Ne sanno qualcosa gli impiegati delle associazioni di categoria, costretti a raggiungere Perugia pure per mettere un timbro su una fattura o un registro.
"a volte – dicono dalla Confartigianato – occorre fare pure due viaggi, uno per lasciare il registro o la fattura e l'altro per andarli a riprendere vidimati."
[...]
"Gli uffici di Terni sono dei passacarte"
, sostengono senza mezzi termini dalla Confapi. Loro hanno il dente avvelenato perché sono numerosi gli associati che si lamentano.
"Nella finanza agevolata – aggiungono dalla confederazione delle piccole e medie imprese – quando c'è qualche variazione da fare i nostri associati sono costretti a recarsi a Perugia anche per le più semplici operazioni di modifica dei progetti."
Peggio che mai per la rendicontazione delle spese
"c'è il rischio di passare una giornata intera a Perugia prima di timbrare una fattura"
, dicono dalla Confartigianato. Eppure a Terni sono presenti due uffici: uno quello che si trova in pieno centro storico nella sede di palazzo Gazzoli e l'altro al Centro multimediale di piazzale Bosco. Ce n'è un altro, ma versa in uno stato di degrado e abbandono. Si tratta del vecchio palazzo della Regione, quello di via Saffi, dove fino all'anno scorso si trovava la segreteria dell'assessore allo sviluppo Economico Mario Giovanetti.
"Gli uffici si sono trasferiti a palazzo Gazzoli"
, c'è scritto sul foglio appeso al portone sbarrato. Al terzo piano dell'antico edificio, di via del Teatro Romano, i dipendenti sono disarmati. Non possono far altro che rispondere alle domande che gli vengono poste, come se lavorassero in un front office. Ma nulla di più. Nessuna iniziativa, ma tanta cortesia.
"Questi che vede - dice indicando il monitor - sono i numeri dei responsabili di Perugia che curano il bando"
, risponde un'impiegata a chi gli ha chiesto informazioni a proposito di un progetto di sviluppo inerente
"l'internazionalizzazione delle Pmi dell'Umbria."
Chi risponde a Perugia mette subito in chiaro una cosa:
"Tutta la documentazione deve essere spedita per raccomandata con ricevuta di ritorno. Sono le disposizioni del dirigente per evitare disguidi."
Dunque è impensabile facilitare le cose e portare i documenti in uno dei due uffici ed evitare così l'ennesimo viaggio in via Mario Angeloni, sede della Regione.
"Eppure qui a Terni - sottolinea con vena polemica un dipendente - abbiamo il protocollo informatico che ci permette di protocollare i documenti in maniera progressiva rispetto a quelli consegnati a Perugia."
Ma è ancor più complicato mettersi a tavolino e farsi spiegare i dettagli del bando.
"Deve prendere appuntamento con il responsabile di Perugia. Curano tutto loro"
, spiega la giovane impiegata. A tal proposito la Confcommercio, che conferma il disagio per i sui associati, ha lanciato una proposta.
"Abbiamo più volte chiesto di fare in modo che - spiega Leandro Porcacchia, direttore di Confcommercio - almeno una volta ogni due settimane un dirigente o un funzionario apicale sia presenta a Terni per ricevere tutti coloro che sono interessati ai bandi di sviluppo promossi dalla Regione."
Il Messaggero Martedì 25 Maggio 2010

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