L'allarme per la sorte della Provincia di Terni a rischio taglio all'interno della manovra governativa anticrisi dura qualche ora. É il quotidiano cartaceo "La Stampa" che mette il secondo ente intermedio dell'Umbria nella lista di quelli a rischio soppressione, pur dalla prossima consiliatura, perché inferiori ai 220mila abitanti.
"Tra i 200 e i 220mila abitanti ci sono altre sette province che potrebbero saltare o salvarsi a seconda della loro crescita demografica"
scrive il quotidiano torinese. Tra cui Terni
"Provincia quest'ultima, che le statistiche ufficiali collocano a quota 219.876."
Allarme tra l'altro contraddetto dalla versione on line della stessa Stampa che esclude Terni da qualsiasi lista "nera". Non si sa dove il giornale abbia preso questo dato, sotto la quota ma per un pelo, forse dalla rilevazione Istat del 2008, forse dall'ultimo censimento del 2001. In tarda mattinata una nota dell'ufficio di gabinetto di Palazzo Bazzani fornisce il dato esatto: a dicembre 2009 gli abitanti della Provincia di Terni, sommatoria degli uffici anagrafe comunali, erano 232.540. Sopra l'asticella grazie all'apporto degli extracomunitari presenti nel Ternano in cifra doppia rispetto alla media nazionale, comunque sopra l'asticella. L'Upi chiede al governo quali saranno i criteri ufficiali del calcolo. A Palazzo Bazzani sono comunque tranquilli: nel 2011 ci sarà un nuovo censimento Istat che farà fede e non potrà che confermare anzi migliorare il dato attuale. Si scatena invece Danilo Buconi, ex consigliere provinciale di Rifondazione comunista, oggi consigliere a Monteleone d'Orvieto che vede il ventilato, e subito smentito, taglio della Provincia di Terni come un aiuto insperato alla sua battaglia per portare l'Orvietano nella Toscana. Il consigliere è dell'area della sinistra radicale ma non guarda al capello:
"La notizia secondo cui anche la Provincia di Terni potrebbe finire sotto la mannaia del governo ed essere soppressa rappresenta un segnale di grande novità... Tale scelta del governo si intreccia perfettamente con la battaglia referendaria per portare l'Orvietano in Toscana e dà alla stessa ulteriore ossigeno e forza. Avanti tutta...."
Avanti? Non si scompone il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli:
"La matematica non è un'opinione. Anche se dovessero restare gli attuali criteri, con oltre 232mila abitanti siamo fuori dalla prospettiva dei tagli. Anche perché vedrei difficile pensare una regione, l'Umbria, a questo punto ridotta a una sola provincia, quella di Perugia."
Polli approfitta anzi della querelle per rilanciare il ruolo delle Province come enti intermedi di area vasta
"che sostituiscano e vadano a integrare tutte quelle funzioni oggi svolte da diversi soggetti."
Comunità montane, consorzi, ambiti territoriali, assemblee intercomunali. Anche l'assessore Fabio Paparelli rilancia la Provincia soggetto di area vasta con le funzioni adeguate
"com'era nel disegno di legge Amato - Lanzillotta."
Ma anche quel riequilibrio territoriale con Perugia, dentro Spoleto, la Valnerina, forse Massa Martana, tanto voluto dalla giunta precedente Cavicchioli e che aveva l'appoggio di tutto il consiglio provinciale. Provincia di Terni salva che cerca di allargarsi su Perugia, ma potrebbe non finire qui. La sorte della Provincia di Rieti, 147mila abitanti secondo La Stampa, se le cose dovessero restare come sono sembra segnata. E a Palazzo Bazzani, sede marmorea della Provincia di Terni, qualcuno coltiva un sogno che potrebbe non essere proprio fantascienza. Pochi lo ricordano ma Rieti fino al 1927 faceva parte della Provincia di Perugia, embrione dell'Umbria. Fu Mussolini ad allargare un Lazio ritenuto troppo piccolo per la capitale dell'Impero saccheggiando Umbria, Toscana e Abruzzi. Rieti, fino a qualche anno fa, faceva parte dello stesso collegio elettorale dell'Umbria: Perugia, Terni e Rieti. Terni e Rieti presto saranno collegate da un ponte..
Giuseppe Magroni
Corriere dell'Umbria Giovedì 27 Maggio 2010

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