NO ALLA RICONVERSIONE DI TERNI ENA IN MEGA INCENERITORE DEI RIFIUTI DI TUTTA LA PROVINCIA

L'avevamo dimenticato ma non è stato certo accantonato il famigerato piano regionale dei rifiuti approvato il 5 maggio dello scorso anno. L'assemblea dei sindaci dell’Ati ha a sua volta approvato lo scorso 21 aprile il piano preliminare, consegnato all’autorità d’ambito dalle società Idecom Srl ed Oikos progetti, che lo hanno scritto. Ieri è stata aperta la procedura per la valutazione ambientale strategica.
In sostanza si materializza ciò che temevamo: l’impianto di Terni Ena (costruito insieme all'altro più piccolo Printer da mister Agarini, e ora di proprietà di quell'associazione di gente perbene che si chiama Acea) a Maratta, sarà riconvertito e diventerà il famoso “camino unico” per i rifiuti di tutta la provincia di Terni.
Oggi quel camino produce energia elettrica attraverso il trattamento termico di “pulper da cartiera”, cioè gli scarti della lavorazione e del riciclaggio della carta. Ma chi ci assicura che si bruci solo questo? Tanto più in una vicenda in cui la crema degli amministratori ternani sono indagati e quasi sicuramente processati e condannati per reati, tra gli altri, come la falsificazione dei registri delle emissioni inquinanti!
Lor signori si vantano di riuscire a produrre in questo modo 70mila Megawatt all’anno. Assicurano che la riconversione garantirà maggiore efficienza energetica, ci saranno una nuova caldaia, una nuova turbina ed un sistema per la depurazione dei fumi. Dovremmo dormire tra due cuscini!

In tutta Italia si ascolta la stessa musica. A Civitavecchia, con la sua centrale a carbone pretesa supersicura, cittadini che si preoccupano e ribellano, pronunciamento dell'Ordine dei Medici, l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) fasulla, leggi e norme aggirate, la Procura che per fortuna svolge il ruolo di estremo difensore sequestrando il cantiere ed emettendo una raffica di avvisi di garanzia.
Lo stesso copione si ripete in Puglia, dove il "sinistro e libertario" Nichi Vendola fece la campagna elettorale nel 2005 battendosi contro gli inceneritori, salvo poi costruirne uno per provincia. Di nuovo norme aggirate, avvisi di garanzia, etc.

Oppure nei siti individuati per realizzare centrali nucleari, discariche di scorie radioattive e tutti questi bei doni del Signore. Ma non è soltanto la consapevolezza della situazione nazionale che ci tiene all'erta. Chi abbia, purtroppo, la necessità di frequentare spesso gli ambulatori dell'Asl sa che negli ultimi anni c'è stata una micidiale moltiplicazione di tumori al cervello, tra i più brutti e quasi sempre incurabili.
Ora, gli insediamenti industriali a Terni sono rimasti più o meno gli stessi, anzi hanno molto affinato i metodi per ridurre l'emissione di sostanze inquinanti. L'unica, importante cosa che è cambiata è appunto la presenza degli inceneritori. Ovviamente questi amministratori da operetta, confortevolmente accomodati sulle poltrone delle regioni, si guardano bene dal creare e tenere aggiornato il registro dei tumori.
Anche sul piano economico c'è dell'incredibile: il paradosso è stato superato da un bel pezzo. Gli enti pubblici costruiscono gli impianti di selezione vicino agli inceneritori in modo che il privato possa beneficiare del doppio contributo (gratis): prima per la costruzione dell’impianto senza sborsare nemmeno un soldo di tasca propria, e poi della materia prima da bruciare a pagamento da parte del pubblico.
Si prevedono sì 90 giorni per far conoscere i dettagli, cioè per la consultazione con operatori del settore, sindacati e associazioni ambientaliste. E nei due mesi successivi, chi vorrà, potrà presentare osservazioni al piano. Ma è la classica situazione dei decreti legge varati o degli accordi sindacali siglati a ferragosto, quando la gente non lavora e non è in città.

In questi anni è cresciuta anche a Terni una diffusa sensibilità sulla difesa della salute collettiva, alimentata da emergenze ambientali a ripetizione. La popolazione non vuole gli inceneritori, ma questa volontà deve organizzarsi ed individuare una piattaforma per esprimere un'autentica lotta.

APPUNTAMENTO LUNEDÌ 31 ALLE 21 PRESSO LA SEDE DEI COBAS, AL CENTRO SOCIALE GERMINAL CIMARELLI, IN VIA DEL LANIFICIO 19. INFOTEL 328 6536553

FORUM PER L'AMBIENTE DI TERNI
COBAS-Confederazione dei comitati di base
sede provinciale di Terni, via del Lanificio 19a
apertura: lunedì dalle 17 alle 20
tel. 328 6536553 fax 0744 431314
cobastr@yahoo.it

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