Ieri l'avvio del primo avamposto dell'operazione: l'Istituto di bioscienze della salute umana. Un centro di ricerche oncologiche all'avanguardia, collocato nella zona industriale di Terni, a Maratta, dotato delle più moderne tecnologie e che potrà ospitare fino a 30 ricercatori. Al momento ne ospita 10, tutti italiani, altri due lavorano su progetti della fondazione negli States e altri due a Siena, dove il professor Giordano è docente di Anatomia patologica. La missione è quella di studiare i meccanismi molecolari del cancro. Il taglio del nastro è stato preceduto da una presentazione corale, moderata dalla giornalista Anna Lo Rosa, di fronte a un parterre vastissimo d'invitati. a cui oltre ai protagonisti Antonini e Giordano hanno partecipato l'assessore regionale alla Sanità Vincenzo Riommi, il sottosegretario all'università e ricerca Giuseppe Pizza, il sindaco Di Girolamo, il vicepresidente del consiglio regionale Goracci, il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficienza del servizio sanitario Ignazio Marino, tra l'altro vecchio collega di ricerca di Giordano a Filadelfia. Marino ha portato una lettera di saluto e d'incoraggiamento del ministro per la Salute Ferruccio Fazio. Era assente il vescovo Paglia, rappresentato dal suo segretario don Riccardo; quasi alla fine dei lavori ha fatto la sua apparizione Vittorio Sgarbi che ha dissertato sul rapporto tra bellezza e salute. Il presidente della Bps Antonini ha parlato del suo sogno oggi realizzato, nato dall'incontro cinque anni fa a Filadelfia con l'allora giovane ricercatore Antonio Giordano: quello di fare ricerca all'americana in Umbria, di riportare qui tanti giovani cervelli. Sogno concretizzato a tappe forzate: la nascita della fondazione, la trattativa fruttuosa con il Comune di Terni, anzi con l'ex sindaco Raffaelli, per fare della prestigiosa cinquecentesca Villa Palma la sede internazionale del centro, la donazione ogni anno alla fondazione del 3 per cento degli utili della Bps che costituiranno la prima base finanziaria della ricerca. Giordano ha parlato del suo sogno, quello di dare una risposta, oggi di ricerca domani forse di cura, a
"un milione di pazienti tragici che dal Sud vanno a curarsi al Nord."E anche, grazie ai suoi laboratori di ricerca, d'intercettare parte dei finanziamenti privati dato che
"oggi il 90 per cento delle donazioni vanno in strutture della Lombardia."Apertura ai privati e sinergia con il pubblico: azienda ospedaliera di Terni, università, gli altri due centri di ricerca aperti o in via di apertura, quello biotecnologico di Crisanti e quello sulle cellule staminali di Vescovi. Il consigliere Goracci ha detto di
"tifare per il professor Giordano."L'assessore regionale alla Sanità Riommi ha assicurato che
"la Regione sarà un interlocutore vicino con cui costruire un pezzo di percorso"
Giuseppe Magroni


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