Basell: cassa integrazione per 94 su 114

I sindacati avevano ricevuto il mandato dai lavoratori ieri mattina, nell'assemblea di fabbrica:
"Va bene, se è inevitabile firmate la cassa integrazione"
, così avevano detto i dipendenti della LyondellBasell.
Così nel pomeriggio di ieri i segretari dei sindacati chimici e le Rsu sono andati a Perugia, negli uffici della Regione, e alla fine hanno messo le loro firme in calce all'accordo. Cassa integrazione straordinaria dal primo agosto, per un anno, per 94 dipendenti su 114. Restano esclusi solo gli addetti a portineria e servizio antincendio. Chi andrà in "cassa" avrà l'85 per cento dello stipendio, anche se sarà cassa integrazione a zero ore. Tuttavia alcune figure - soprattutto i tecnici, per esempio i quadristi - potrebbero andare in cassa a rotazione, perché di loro ci sarà bisogno per mettere in sicurezza gli impianti, usando l'azoto. Ieri mattina le linee di produzione si sono fermate, ora comincerà la bonifica, le macchine saranno "in naftalina". Se la produzione riprenderà in due o tre mesi, potrebbero essere necessari solo pochi giorni per rimettere in marcia gli impianti. Se invece la trattativa tra Basell e chi rileverà lo stabilimento andrà per le lunghe, le condizioni delle macchine potrebbero peggiorare.
La buona notizia è che per ora nessuno dei 114 dipendenti ternani di LyondellBasell si trasferisce a Ferrara, nello stabilimento della stessa multinazionale. Tra le proposte messe sul tavolo dall'azienda c'era anche questa. Nessuno si muoverà prima di dicembre, ed è una bella garanzia per un potenziale acquirente, che oltre allo stabilimento si prenderebbe anche la forza lavoro. A questo punto, bisognerà chiudere la trattativa per il passaggio di mano del sito che produce polipropilene entro dicembre. Altrimenti la faccenda si complicherà di brutto.
Per accelerare, dovrà essere sciolto il nodo Meraklon: circa 15 milioni di euro di debiti con Basell, un'esposizione che il gruppo Fiorletta aveva ereditato dalla precedente gestione. Venerdì 16 luglio, nella sede ternana di Assindustria, i sindacati incontreranno proprio Giampaolo Fiorletta per fare il punto della situazione. Intanto ieri ancora sciopero a Meraklon: l'impianto di condizionamento del settore "filo" non funziona e gli operai devono lavorare a 40 gradi, ma soprattutto vogliono conoscere le prospettive dell'azienda.
Il Messaggero Domenica 11 Luglio 2010

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