Paolo è il capoturno, Alessandro fa il quadrista, invece Stefano è un coordinatore, si occupa del "Verter". Lavorano allo stabilimento LyondellBasell, sono quelli che trasformano il monomero in polipropilene: loro sanno come si fa. Tra qualche giorno Paolo, Alessandro e Stefano prenderanno armi e bagagli e partiranno: destinazione Egitto, oppure Arabia Saudita. Perché laggiù c'è da avviare un impianto come quello di Terni. Un colosso come LyondellBasell guadagna anche così: non vende solo polipropilene, ma anche tecnologia e "saperi" ai propri clienti sparsi per il mondo.
Per chi parte, 12 ore al giorno di lavoro, e qualche mese lontano da casa. Ci sono anche facce e scelte come quelle di Paolo, Alessandro e Stefano nell'accordo per la cassa integrazione straordinaria - per cessazione di attività - firmato tra la multinazionale del polipropilene ed i sindacati. La cassa inizierà il primo agosto: Paolo, Alessandro e Stefano partiranno tra qualche settimana.
"Non sappiamo ancora dove andremo, ma abbiamo già dato i passaporti. Ci sono due possibilità: Port Said in Egitto o Al Jubail in Arabia Saudita. Ovviamente speriamo di tornare prima possibile, perché speriamo che Basell ceda l'impianto di Terni, così qui potrà riprendere la produzione."
Paolo ha 46 anni, è il più anziano, lavora al polo chimico dal 1988. Ha già avviato impianti in giro per il mondo: è stato in Cile, in Brasile, e due volte in Cina. Stefano e Alessandro sono due geometri, andavano a scuola insieme, hanno appena superato i quaranta, ma sulle spalle hanno già una ventina d'anni di fabbrica. Sono loro i "tecnici bravi", "quelle professionalità vere" della città di Terni. Parlando di tonnellate da produrre, e contando gli zeri dei bilanci, a volte, può capitare di dimenticarsi proprio di loro.
"Io sono partito tante volte: da fidanzato, da sposato, è stato sempre diverso - racconta Paolo - ieri sera mio figlio mi ha detto: papà non partire... penso che quando dovrò salutarlo sarà dura davvero."
Alessandro, invece, è stato in Iran:
"Con l'inglese era difficile, ma studiavo la sera. A volte penso che noi ternani abbiamo qualcosa di diverso rispetto ai colleghi di Ferrara e di Brindisi, anche loro sono bravi ma noi abbiamo la mentalità operaia: non ci spaventa lavorare 12 ore al giorno."
Nel piano di cassa integrazione straordinaria è prevista la partenza all'estero di otto ternani. Una decina di tecnici, invece, andrà a Ferrara, negli impianti di LyondellBasell, per tamponare il periodo delle ferie estive.
La cassa integrazione coinvolgerà per un anno novanta dipendenti su centoquattordici dello stabilimento di Piazzale Donegani: il contributo arriverà al 90 per cento dello stipendio. Per cinquanta dipendenti, comunque, sarà cassa a rotazione: sugli impianti dovranno lavorare sempre una trentina di persone, non si produrrà polimero ma bisognerà effettuare le operazioni di bonifica. Le condutture saranno trattate con l'azoto, servirà per la messa in sicurezza. E verranno mantenute appena 500 tonnellate di monomero, per svolgere le attività di pulizia.
"Al momento si tratta di qualcosa di molto simile ad una normale bonifica estiva"
, spiega il coordinatore delle Rsu del sito, Luca Levantesi. In pratica, stando così le cose, la fabbrica del polipropilene potrebbe ripartire nell'arco di una settimana. Prima però bisogna trovare un compratore.
Proprio in questi giorni - entro la fine di luglio - i sindacati aspettano un telegramma dal Ministero dello Sviluppo economico, per un altro incontro: la speranza è che finalmente arrivi il passo decisivo per la vendita dello stabilimento.
Il Messaggero Lunedì 26 Luglio 2010

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