Consegnata la nuova sede di Medicina a Terni

Di Consorzio in consorzio. La patata bollente adesso passa nelle mani del sindaco Leopoldo Di Girolamo, in qualità di presidente del Consorzio Universitario. Le chiavi delle nuova sede di Medicina ora sono nelle sue mani. La "consegna" ieri, con Ciano Ricci Feliziani, presidente dell'altro consorzio (quello per il completamento di Medicina) che ha formalmente terminato il suo compito.
"In settimana - annuncia Ricci - scioglieremo l'ente, che ha svolto a pieno i sui obblighi: completare il corso di laurea e realizzare la nuova sede."
Un passo in avanti è stato fatto, ma restano ancora nodi da sciogliere prima di raggiungere la meta. Aprire le porte agli studenti di Medicina, che aspettano dal semestre scorso di sistemarsi nella nuova sede. La consegna era prevista per marzo, ma le tante vicende legate alla "vertenza universitaria" hanno allungato i tempi. Non ultimo, il problema ormai superato dell'infiltrazione d'acqua, riscontrato nell'ultimo sopralluogo.
"La sede - sostiene Ricci - è agibile e dal primo ottobre può cominciare l'attività didattica."
Ora si deve trovare il modo di gestire la nuova struttura. Considerando che l'Ateneo ha già fatto sapere che non parteciperà alle spese. Sono 350 mila euro i costi annui di gestione per il nuovo edificio. Gran parte, 200 mila, sono stati trovati. Li ha messi il Consorzio universitario. La parte che manca non è una cifra impossibile per i bilanci di Comune, Provincia e Regione, ma in tempi di magra richiede sforzi.
"L'empasse più grande - spiegano da palazzo Bazzani - è la manovra finanziaria. Ancora non è approvata e ciò non consente agli enti locali di fare i conti di quanti soldi potranno disporre."
Dopo sarà possibile dividere le spese, con la Provincia chiamata agli straordinari. La partita vera però è un'altra. Coinvolge la ricerca e gli spazi a disposizione. Nel primo caso la situazione è a buon punto:
"Ci sono - dice Adolfo Puxeddu, preside del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia - tre laboratori di ricerca gestiti da professori clinici ed universitari già attrezzati e finanziati anche per i ricercatori."
In realtà sono sei le aule attrezzate per la ricerca:
"Laboratori non ad personam - sostiene il professore - ma interscambiabili realizzati grazie al contributo della fondazione Carit."
Eppure si può migliorare. Anzi. Il grande assente è uno: il ricercatore Andrea Crisanti (nella foto sopra). Per questo si punta a portare nei nuovi locali anche l'attività del professore straordinario di Microbiologia che oggi lavora a Pentima. Insieme ai sui collaboratori è impegnato in progetti di ricerca internazionali per cercare di debellare la malaria. Portarlo nella nuova sede è l'obiettivo di sempre. Per dare corpo al polo biotecnologico di Terni, ma la strada è ancora in salita. La questione spazi. Gli studenti di Medicina con chi condivideranno la nuova struttura, composta da tre edifici? Di sicuro con i "colleghi" del corso di Infermieristica. Come conferma il preside Puxeddu. Secondo l'Ateneo, però, lì ci dovrebbero andare anche gli studenti di Scienze politiche, nell'ottica della riorganizzazione delle sedi. Non è escluso che venga trovato posto anche per altre realtà non legate all'Università. Ad esempio l'Asl che a due passi dall'Ospedale Santa Maria, potrebbe trasferire parte delle sue funzioni.
"In questi giorni si sta discutendo proprio di aspetti legati alla logistica delle nuova Medicina"
, confermano da palazzo Bazzani. D'altronde se l'università non vuole contribuire a coprire le spese di gestione gli enti locali saranno liberi di "occupare" parte dei locali come meglio credono.
Il Messaggero Domenica 11 Luglio 2010

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