Il compendio Bosco verso la soluzione?

Una prima decisione sarà presa venerdì prossimo. E potrebbe anche essere quella definitiva, con la quale si assegnerà, finalmente, il grande compendio Bosco alle imprese che ne avevano fatto richiesta. L'ha promesso il presidente del Consorzio delle aree industriali di Terni, Narni e Spoleto, Paolo Gentili, ricordando anche la complessità di decisione che vale ben 25 milioni di euro, che non poteva essere che graduale. Gentili fa anche trasparire, nelle sue note, una sorta di preferenza
"a partire dalle imprese che hanno già fatto con noi un pezzo del cammino"
, che non possono essere altro che quelle cui provvisoriamente è stato assegnato il Compendio e vale a dire la "cordata" Bernardini - Alunni - Bedini. Su quest'aspetto al Consorzio sembrano davvero sicuri, senza lasciare spazio a ripensamenti dell'ultima ora.
Ma il presidente ha anche rilanciato il ruolo dell'ente nel futuro, ponendolo come elemento di programmazione industriale per l'intera Conca Ternana:
"La questione Bosco non va vissuta come l'ultima delle occasioni ma l'inizio di un percorso progettuale nel quale tutte le iniziative emergenti dal territorio, dovranno trovare posto: in questo quadro siamo pronti a dare il nostro contributo ed a confrontarci"
, ha spiegato Gentili. Informando che si è già insediato da alcune settimane un gruppo di lavoro che sta analizzando le opportunità di attrazione, con l'idea di produrre uno studio di fattibilità per la realizzazione di un'area industriale integrata, che comprenderebbe sia la Bosco che la "piastra logistica" di Maratta, sua confinante.
"Dobbiamo fare in modo che anche quell'iniziativa sia attrattiva per le imprese e per l'occupazione."
Con quali soldi si procederà a realizzare quest'altra operazione? Chi pagherà? Intanto saranno disponibili i soldi incassati dalla vendita della Bosco, che il presidente vede molto vicina, importi, per niente trascurabili, che saranno i mattoni con cui costruire le nuove opportunità nella Conca Ternana.
Un occhio interessato anche alle aree industriali dismesse, un indirizzo che sta a cuore al Comune di Narni, che è quello che ne può contare di più, gran parte dello stabilimento della Sgl Carbon, un pezzo dell'area della Terni Chimica, a Nera Montoro, con davanti l'area ex Fibres: tutti spazi che avevano ospitato linee produttive e che ora sono completamente abbandonate.
"Al momento però il Consorzio punta ad aree nuove, non disconoscendo che quella del recupero sarà un'azione successiva - spiegano - perché meno care, che non hanno bisogno di bonifiche e sono appetibili dalle aziende."
Il Messaggero Sabato 3 Luglio 2010

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