"E´come stare in guerra". I piccoli borghi dell'Umbria si sentono sotto assedio. Parola di Ortensio Matteucci, sindaco di Polino, il secondo comune più piccolo della regione (appena 280 residenti), che ieri ha tirato le somme dopo un'estate piena di punti interrogativi e rischi di ulteriori (voragini) nei trasferimenti finanziari.
"Sono andato dal prefetto e gli ho fatto presente la nostra situazione, ormai insostenibile - ha detto Matteucci - Se vogliamo difendere il patrimonio dell'Italia, che è fatta di storia, cultura e arte e con borghi ognuno diverso e tutti capaci di attrarre e meravigliare turisti di tutto il mondo, è arrivato il momento di fare qualcosa."
Che fare? Matteucci, insieme ai sindaci di Ferentillo, Montefranco e Arrone (Comune capofila) hanno deciso.
"Vogliamo dare vita a un'Unione dei Comuni - ha anticipato Matteucci - La Costituzione prevede questa struttura istituzionale che permette di accentrare servizi che ora sono gestiti già in forma comune ma che non dispongono di un'unica sede. Attraverso l'Unione dei Comuni potremo razionalizzare i costi di raccolta differenziata dei trasporti scolastici e polizia municipale. Gli uffici tecnici e di ragioneria non saranno più ‘spezzettati' sul territorio ma riuniti in un'unica sede."
Questo è il progetto, che come sottolinea Matteucci  "non ha precedenti nella provincia ternana"ma che ha trovato "la più ampia disponibilità nella persona del prefetto Augusto Salustri, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata nel comprendere la nostra causa."Il momento storico non è dei più semplici. La novità dell'ultim'ora comunicata al sindaco lo ha fatto sobbalzare dalla sedia. Con un sentimento misto a rabbia, stizza e delusione.
"Le Poste ci hanno comunicato che intendono chiudere l'ufficio di Polino tre giorni a settimana. Qui è una guerra, ogni giorno ci arriva una stilettata. Siamo come un malato in coma a cui piano piano gli tolgono l'ossigeno...avanti così non ci rimarrà più niente."
La provocazione lanciata dal primo cittadino di Poggiodomo (Egildo Spada ndr), che ha chiesto l'accorpamento ai Comuni vicini, è sostanzialmente condivisa da Matteucci.
"Per il 2011 non ci sarà nemmeno un euro per i Comuni montani come il nostro. L'unico modo che ci resta per fare cassa sarebbe l'esubero di quattro, cinque dipendenti. E noi ne abbiamo tre, non c'è spazio per nessun tipo di investimento. E un Comune fermo vuol dire un Comune morto, che non può offrire niente di nuovo ai suoi cittadini, senza dare un'immagine all'altezza ai turisti."
Le Poste che chiudono, i servizi che restano in bilico. L'emergenza Polino è finita anche sul tavolo dell'Anci, per verificare quali passi istituzionali e amministrativi devono essere fatti per portare a compimento il progetto Unione dei Comuni. I sindaci del comprensorio ne hanno anche discusso in un recente summit, in cui è emerso la volontà di uscire dal pericoloso impasse puntando alla centralizzazione dei servizi.
"e se poi un giorno si dovesse andare al Comune unico, a quel punto - ha detto Matteucci - l'idea non ci dispiacerebbe affatto"
Jacopo Zuccari
Corriere dell'Umbria Sabato 18 Settembre 2010

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