Ho aderito con soddisfazione alla presentazione del libro "Manlio Farinacci Sacerdote dei Misteri" come interessato alle problematiche storiografiche della città di Terni nonché alla rievocazione del nome del Professor Farinacci, caduto in un immotivato oblio che dura ormai da ben dieci anni dalla sua morte. Mi aspettavo sinceramente una pubblicazione che potesse dar adito ad un rinnovato interesse sull'operato del Professore e che, attraverso un'analisi sedimentata anche se non attualizza con nuove considerazioni critiche e propositive, potesse almeno stimolare un nuovo avvio nella ricerca della veridicità delle affermazioni e degli studi portati avanti dal Professore, studi presentati con un ardore tale che perlomeno ha avuto il merito di indagare sulla identità originaria e preromana del nostro territorio.

Fatta salva la parte a cura dell'Architetto Tommaso Dore che in larga parte soddisfa quanto mi aspettavo, salvo cadute di stile nel suo racconto sulla visita della casa del Farinacci, con affermazioni del tutto gratuite e francamente fuori tema, sono poi rimasto del tutto negativamente colpito dalla parte scritta dal sedicente Editore Andrea Armati, caratterizzata da un tono non solo dissacrante della figura del Farinacci in quanto persona, ma palesemente beffarda e diffamatoria relativamente alle sue opere ed ai suoi collaboratori.
Cito qualche aggettivo preso qua e là nel suo scritto: mago tardo-decadente, reperti integri o manomessi per provare l'indimostrabile, mettendo il becco come al solito su una diatriba da specialisti e sfoderando il proverbiale coniglio dal cilindro, amena pensata, baluginante fulgore della sua invenzione, stravolto, elucubrazioni, leggerezza, veleggiare lungo la rotta dell'immaginazione, il buon Manlio, lambiccate congetture farinacciane, patacca, il visionario articolo, se avete il cuore debole, questa reliquia non fa proprio per voi, sacerdote dei misteri, Farinacci imbastì una delle sue farneticazioni più memorabili, fantasia famelica del Professore, narcotizzarci con vaniloqui farinacciani.

Ebbene, credete giunti a questo punto, che sia umanamente impossibile spararne di più grosse? Se sì, preparate a ricredervi “ci rifiutiamo di pensare che il Professore si facesse di Lsd, elucubrazioni farinacciane, deliri incessanti del Professore, e così, senza darsi tregua, l'alchimista Farinacci si chiude nel suo "antro" e concepisce alla metà degli anni ottanta da un atanòr fumigo e traboccante il nuovo mostro, creazione sistematica di questi falsi d'autore, testardo egotico farneticante, sue teorie degenerate, aspirante storico, fantarcheologia celtica, fiato alle trombe del vate Manlio, e giù mistificazioni su mistificazioni. La domanda sorge spontanea: Farinacci ci è o ci fa? Doppiezza dell'anticlericlarismo farinacciano, suoi libercoli, in un visionario articolo apparso, spacciando le sue divagazioni poetiche per verità storica,sue surreali visite guidate. “

Sui collaboratori del Farinacci: “aficionados, fantomatica associazione Umru,prestigiatori del vernacolo.”
Su Terni : “insipida, una città tutto sommato periferica e provinciale, sfigurata e abbrutita dalla rivoluzione industriale, "Rinascimento" in salsa ternana, una città qualunque di periferia stanca del suo anonimato. Potremmo chiamarlo l'epos di Topolinia, e da qui imbastire una dissertazione sardonica e sprezzante sui topi che si sentono uomini e bramano la conquista dell'Impero.

Non mi pare che questo sia il modo di presentare un personaggio, per quanto controverso, in un sedicente "saggio" divulgativo. Piuttosto mi riporta alla memoria certa stampa che si pone il compito di infangare al massimo un avversario, come recentemente accaduto e allora mi chiedo perché, che bisogno c'era di rievocare una figura scomparsa da dieci anni che evidentemente non può replicare, a chi giova, quali sono le "elucubrazioni" e le "alchimie" occulte di una simile operazione "farneticante" e diffamatoria?

Ma il nostro sedicente Editore ha fatto ben di più. Ad una platea prima rumoreggiante, poi apertamente in rivolta, ha cercato di urlare, con il microfono al massimo del volume, la sua teoria secondo la quale il Professor Manlio Farinacci, noto fascista anzi, di più, nazista, ha montato tutta questa messa in scena degli studi celtici, per fomentare il nascere di una destra autoritaria a Terni. E poi ci parla di farneticazioni altrui!
Spero solo che questo ridicolo libercolo venga ritirato dal mercato.

Architetto Vladimiro Paiella
Venerdì 10 Dicembre 2010

3 commenti

  1. Anonimo  

    17 dicembre 2010 19:12

    Questo libro è vergognoso e diffamatorio.
    Voi di terni dovreste denunciare gli autori.
    Il Prof. Manlio Farinacci era un grande.

    Giuseppe Matteucci - Macerata

  2. Anonimo  

    29 marzo 2011 04:45

    In alcune parti il libro è interessante, specia quando cita scritti e teorie del Professor Farinacci, in altre redicolo come nell'ironica critica nei confronti del professore, in altre storico, la descrizione della sua biografia.
    E comunque ha risvegliato la straordinarieta di questa persona, troppo in fretta dimenticata.

  3. Anonimo  

    11 ottobre 2011 18:51

    Visitate il sito www.umbriaceltica.webs.com ci troverete molte conferme a quanto scritto dal Prof. Farinacci

    Giuseppe Matteucci

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