Niente da fare per il Palatenda a San Valentino. La Giunta comunale, nel corso della seduta di mercoledì, ha bocciato il progetto portato avanti da un'associazione temporanea di imprese che prevedeva la realizzazione di una tensostruttura permanente nell'ex campo da calcio della parrocchia di San Valentino. La struttura, che avrebbe richiesto un investimento di 600mila euro, tutti provenienti da risorse private, aveva ottenuto il via libera della Curia: la parrocchia e l'Economato si erano infatti detti disponibili a cedere gratuitamente il terreno in cambio dell'utilizzo gratuito della tensostruttura per le iniziative organizzate dalla Diocesi, a cominciare dal solenne pontificale di San Valentino e della festa della Promessa. Il Comune che - al contrario - aveva espresso perplessità sin dall'inizio, mercoledì ha formalizzato il suo scetticismo e la mancanza di disponibilità a collaborare con il consorzio di imprenditori.
"Si tratta di un progetto interessante, ma con molti problemi logistici"
spiega il presidente della circoscrizione Sud Moreno Rosati, nel cui territorio ricade la basilica. Se l'assessore comunale all'urbanistica Marco Malatesta solo pochi giorni fa dichiarava al Giornale dell'Umbria di essere scarsamente informato sul progetto in questione, Rosati è stato invece interessato sin dall'inizio dal consorzio con una nota formale inviata alla circoscrizione.
"Mi sono subito trovato d'accordo sull'utilità di una struttura simile" spiega. "Ma ho anche sottolineato le perplessità riguardanti l'ubicazione: stiamo parlando di un palatenda da 2000 posti da realizzare in una zona dove non ci sono parcheggi abbastanza capienti. É ovvio che in quel luogo creerebbe enormi problemi di viabilità con 500- 600 auto da lasciare non si da dove."
Anche per questo Rosati ha suggerito al consorzio di imprenditori di individuare un altro luogo dove realizzare la tensostruttura. Ma gli ideatori dei progetto non hanno voluto sentire ragioni:
"Si tratta di una struttura che nasce per gli eventi valentiniani e quindi, mi hanno detto, è importante che nasca proprio a fianco alla basilica."
L'argomento sarà all'ordine del giorno della riunione dell'Ufficio di presidenza della Circoscrizione, è ancora presto - dunque - per dire l'ultima parola. Il Comune, però, ha già emesso il suo verdetto:
"Ci hanno chiesto 250mila euro l'anno"
spiega l'assessore agli eventi valentiniani Roberto Fabrini. "Non è vero" replica Folco Napolini, portavoce dell'Associazione temporanea di imprese.
"Quella è la cifra complessiva per tenerlo in piedi. Ma al Comune noi abbiamo chiesto solo 50mila euro, come canone di affitto per utilizzarlo spettacoli e iniziative pubbliche promosse dall'amministrazione. La verità - aggiunge Rosati - è che 250mila euro è la cifra chiesta dall'Ati agli enti pubblici nel suo complesso: ovvero Regione, Provincia e Comune."
Resta il fatto che le casse pubbliche, a quanto pare, sono indispensabili per la realizzazione di un progetto annunciato ad iniziativa totalmente privata. D'altra parte, dicono ancora dal Palazzo Spada, l'amministrazione comunale non è l'unico ente a non aver dimostrato troppo entusiasmo nei confronti dell'iniziativa. Anche in Piazza Duomo, nonostante la disponibilità dichiarata, pare che nessuno abbia intenzione di ingaggiare una battaglia perché questo sogno diventi realtà. E il più deluso è Folco Napolini, rinnegato come direttore artistico degli Eventi valentiniani ("è vero che mi sono dimesso, ma la verità è che il Comune non ha mai accettato formalmente le mie dimissioni") e lasciato a piedi come leader del nuovo progetto:
"Con il teatro Verdi è venuto a mancare un luogo dove organizzare grandi eventi. Io penso al mio Gran Galà, ma il discorso vale per qualsiasi spettacolo che possa attrarre più di 300 persone. Se il palatenda non si fa sarà una sconfitta per l'intera città."
di Arnaldo Casali
Il Giornale dell'Umbria 14 Gennaio 2011

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