Eppure, a Piediluco, i turisti arrivano. Non soltanto d'estate. Non si tratta di folle oceaniche, certo, ma il passaggio c'è, magari solo nel pomeriggio dei festivi. Ma chi si ferma! e dove si fermerebbe? Due sono gli alberghi per un totale di camere che non arriva a cinquanta. Uno, il Miralago è stato costruito di recente. L'altro, l'Hotel del Lago, sa sulla collina dall'altro lato rispetto al paese. Poi c'è qualche ristorante che, avendo alcune camere, ha assunto la denominazione di locanda.
Il Lido, l'hotel storico di Piediluco costruito sessant'anni fa, è chiuso. Lo gestiva la famiglia di Riccardo Bartolucci:
"Non c'era modo di mandarlo avanti – racconta Riccardo – per adeguarlo serviva un investimento notevole, ma non si trovava il modo. Controlli continui, della finanza, dei vigili del fuoco, dell'Asl, frutto di esposti non si sa di chi. Poi ci hanno tolto quei pochi parcheggi che stavano davanti. Ci hanno intimato di eliminare le barriere architettoniche e davanti all'albergo, siccome hanno rifatto la piazza, non c'era nemmeno un parcheggio per i disabili."
Insomma, hanno chiuso. Ed anche se sperano sempre di poter riaprire intanto gestiscono la locanda del Frate.
"Anche ieri sono venuti i vigili urbani - racconta Bartolucci - un altro esposto. Ne hanno fatti a decine: perché c'è rumore; perché il camion che porta il gas blocca per scaricare il transito sulla strada panoramica; perché, perché, perché...."
Ma non è che qualcuno ce l'abbia proprio con Bartolucci e i suoi. Gli esposti vanno e vengono a Piediluco: esposti perché i canottieri fanno rumore; perché per mettere le boe rovinano l'habitat degli uccelli; perché l'unica discoteca sta aperta fino a tardi in estate. Ricorsi al Tar e al Tribunale delle acque contro il Comune di Terni che vuol costruire un lungolago: violerebbe la privacy di chi abita proprio sulla riva. Ricorsi contro il senso unico estivo per evitare il traffico intenso sull'unica strada che attraversa il paese. E poi le proteste o le petizioni: perché la Panoramica sia aperta solo al traffico dei residenti; perché si fanno a Piediluco gare di canottaggio originariamente previste da altre parti; perché nei dintorni si organizza una prova del campionato mondiale di enduro; perché il campeggio non viene dato in gestione. E poi proteste perché i fondi della E.On vengono utilizzati in tutta la Valnerina,
"quelli sono nostri, perché si tratta di risarcimenti per i danni e i disagi che provocano loro quando succhiano l'acqua del lago per la centrale"
, dicono. Per la Valnerina – aggiungono – hanno già i soldi del Parco Fluviale. A Piediluco quei fondi non possono averli perché il lago nel parco fluviale non c'è entrato. Può sembrare assurdo, visto di che si parla. Ma i piedilucani, a suo tempo, hanno voluto esprimersi con un referendum, ed il parco non l'hanno voluto. Loro preferiscono andare a caccia di "papere". Che tipi i piedilucani!
Il Messaggero Sabato 8 Gennaio 2011

1 commenti

  1. Anonimo  

    10 gennaio 2011 08:03

    inizierei dicendo che la storia degli esposti e roba oltrepassata, sono ventanni che ne sento parlare. A piediluco come in altri posti ci sono e ci saranno sempre. Quanti fondi sono stati stanziati a piediluco dal comune di terni? E quanti fondi garantisce con il suo bacino a terni? Sono domande che non leggo spesso nei giornali , ma che il piedilucano e indisponente e rompi scatole spesso. Io inizierei con il chiedermi se non ci siano conflitti di interesse all'interno della giunta che rivaluta il mare di terni e uccide il lago.

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