Dal Punto di vista occupazionale il 2011 non poteva iniziare peggio: nel solo mese di gennaio sono ben 218 i lavoratori per i quali è scattata la mobilità (ammortizzatore sociale di cui si può usufruire solo a determinate condizioni contributive) e che quindi hanno perduto il posto. E se i 49 addetti per i quali è scattata la mobilità retribuita (che può durare massimo tre anni comunque con una netta decurtazione salariale) rappresentano il numero mensile più alto tra quelli registrati nell'intero anno precedente, sono i 167 lavorati che hanno perduto il posto, solamente una piccola minoranza appartiene alla grande industria ed è stata interessata dalla mobilità retribuita (oltre 20 alla Sgl Carbon, per esempio, dove è in atto un piano di riorganizzazione), la stragrande maggioranza (con mobilità retribuita) si è vista dare il benservito da piccole e piccolissime realtà dei comparti edile, elettromeccanico e della ristorazione.In particolare a far registrare una preoccupante contrazione occupazionale sono i settori dell'edilizia, che ormai da qualche anno fa i conti con il segno meno su questo versante, e dell'elettronica, che invece si segnala come un nuovo bacino di crisi.
[…] La mobilità non retribuita (con la durata dell'indennizzo che varia dai sei mesi ad un anno) a fornire una chiara indicazione delle sempre più gravi difficoltà occupazionali del territorio. Considerando i singoli mesi del 2009 (peraltro ritenuto l'anno della grande crisi) e del 2010, mai la mobilità non retribuita aveva interessato una cifra così elevata di lavoratori (che complessivamente avevano usufruito dell'ammortizzatore in 633 nel 2009 ed in 671 nel 2010).
Evidente quindi come gennaio 2011 segni una svolta ulteriormente negativa dell'andamento occupazionale del comprensorio, che fa registrare numeri da brivido ben lontani da un qualsiasi pur timido segnale di ripresa. In molti casi queste piccole aziende che ricorrono alla mobilità lo fanno proprio in previsione della cessazione dell'attività, senza nemmeno valutare e quindi eventualmente fare richiesta della cassa integrazione in deroga. I posti perduti a gennaio, insomma, confermano purtroppo come il territorio resti vittima di un vero e proprio "saccheggio" di posti di lavoro, con un andamento addirittura peggiore di quello registrato nei ventiquattro mesi precedenti.
Stefano Cinaglia
La Nazione Giovedì 17 Febbraio 2011

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