[…]É bastata (si fa per dire) un'agguerrita intervista rilasciata ieri dal numero uno dell'ospedale temano, Gianni Giovannini, al Giornale dell'Umbria, per scatenare un mezzo finimondo sui temi della sanità. Alle lamentazioni e ai rilievi critici, sollevati in punta di cifre dal direttore generale del Santa Maria in merito ad una distribuzione non proprio equa delle risorse di settore fra le diverse aziende territoriali, ha risposto sonoramente - e a stretto giro - il direttore regionale alla Salute Emilio Duca. Che non le manda a dire.Anzi, qualcuno al seguito della governatrice Marini (ieri pomeriggio a Temi per una seduta congiunta tra esecutivo comunale e quello regionale) ha sussurrato impertinente che
"effettivamente Giovannini ha dato i numeri."
Ma ecco la lunga replica di Duca, affidata ad una nota. Ed è tutta un programma:
"La vera criticità nella gestione dell'azienda ospedaliera di Temi non appare attribuibile all'insufficienza o all'inadeguatezza del finanziamento regionale, bensì ad una dinamica dei costi che risulta sensibilmente superiore rispetto all'andamento medio regionale. La politica di finanziamento delle aziende sanitarie - ricorda Duca - è stata nel corso degli anni ispirata alla massima equità. Il criterio base della ripartizione del fondo regionale è la quota capitana pesata per età della popolazione, in modo da tenere conto dei maggiori costi per l'assistenza alle persone più anziane. Sono stati introdotti fattori correttivi, necessari per garantire l'equilibrio di tutte le aziende sanitarie, tenendo conto delle situazioni contingenti che hanno richiesto finanziamenti aggiuntivi per far fronte a situazioni specifiche. In tale quadro è proprio il territorio della provincia di Temi ad aver goduto di una quota capitana superiore alla media regionale, tanto che lo stesso consiglio regionale nella recente approvazione del Dap, il documento annuale di programmazione, ha invitato la giunta regionale a ridurre il differenziale del finanziamento pro-capite, con l'obiettivo di un riequilibrio da raggiungere sull'intero territorio regionale nell'arco di due anni."

Ma non è tutto. Il dirigente della Regione risponde a Giovannini per " tabulas” ; anzi per "numeris":

"Soffermandoci sul periodo più recente, nel corso del 2009 è stato assegnato all'azienda ospedaliera di Temi un finanziamento aggiuntivo di oltre 10 milioni di euro, che è stato quasi interamente confermato anche per il 2010, nonostante il modesto incremento - appena 12 milioni in più rispetto all'anno precedente - del finanziamento complessivo ricevuto dall'Umbria da parte dello Stato. La vera criticità nella gestione dell'azienda ospedaliera di Temi non appare attribuibile all'insufficienza o all'inadeguatezza del finanziamento, bensì ad una dinamica dei costi che risulta sensibilmente superiore rispetto all'andamento medio regionale. In particolare - spiega Duca - emerge che nell'azienda ospedaliera di Temi i costi di produzione nel 2009 siano cresciuti rispetto al 2008 del 9,6 per cento, a fronte di un incremento medio regionale del 4,6%, e nel 2010 (dati di preconsuntivo) del 5,5% a fronte di una media regionale dello 0,8%. La voce in cui emergono maggiori criticità risulta essere `Beni e Servizi' con una crescita del 17,6% nel 2008/2009 (media regionale 6%) e dell' 11 % nel 2009/2010[…]. Per quanto riguarda i costi del personale si registra nel 2009 un +4,7%, media regionale del 2,8% e nel 2010 una dinamica del 1,9% che può considerarsi in linea con la media regionale (1,8%). Per quanto attiene ai finanziamenti per gli investimenti, il piano approvato per il prossimo triennio - conclude il direttore regionale Duca -, riconosce in pieno le esigenze del territorio temano, destinando 44 milioni alle due aziende della provincia, pari ad oltre il 35% del totale disponibile e che le stesse risorse saranno effettivamente erogate entro il primo semestre del 2011".

Nella serata, dopo alcune ore di meditazione, è arrivata la controreplica di Giovannini. Più esattamente, una diplomatica precisazione che dovrebbe chiudere 1-incidente.

"Con riferimento ai criteri con cui la Regione Umbria ripartisce i finanziamenti tra le aziende sanitarie - si legge nella lunga nota del Santa Maria questa Direzione intende precisare che le percentuali di attività remunerate a favore delle aziende ospedaliere di Perugia e Temi, rispettivamente pari al 93% ed all'85%, riguardavano l'esercizio 2007. Nel corso degli anni successivi detto differenziale si è progressivamente ridotto fino a realizzare, a tutt'oggi, una sostanziale equivalenza delle richiamate percentuali. Circa la gestione economico-finanziaria di questa azienda per l'esercizio 2010, la scrivente ravvisa la necessità di dover precisare che - avuto riguardo ai relativi dati pre consuntivi - le poste contabili 2010 che risultano ancora in corso di definizione, nelle more della chiusura del bilancio di esercizio, determinano una previsione di risultato nel rispetto del prescritto equilibrio economico finanziario del sistema sanitario regionale. Con riguardo agli oneri sostenuti per far fronte ad esigenze di ammodernamento tecnologico con la spesa corrente, si ribadisce - come peraltro riportato nella pubblicazione di cui trattasi - che tali costi derivano esclusivamente da contratti di locazione finanziaria (leasing) e noleggio che questa azienda ha stipulato nel corso degli anni precedenti (dal 2004 al 2009) per dotarsi delle attrezzature indispensabili a garantire un livello assistenziale adeguato alle funzioni di una azienda ospedaliera di alta complessità. Con riferimento a quanto riportato in tema di integrazione tra Regione e Università - ed ai connessi aspetti economico finanziari questa Direzione intende nell'occasione ribadire la ravvisata necessità di definire un nuovo e più funzionale modello organizzativo che persegua in modo efficace ed efficiente obiettivi di programmazione e di pianificazione degli interventi. Quanto sopra, al fine di incrementare gli standards quali-quantitativi delle attività assistenziali, di ricerca e di didattica, che costituiscono da tempo un significativo e consolidato patrimonio di conoscenze ed esperienze a favore della comunità locale e regionale."
Dunque, al di là delle canoniche dichiarazioni di intenti e di principio, siamo di fronte ad uno dei tanti, delicati momenti di "incomprensione" tra due territori condannati a convivere. Anche se, stavolta, il confronto che intreccia sanità e università è di quelli concreti che lasciano il segno.
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 25 Febbraio 2011

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