Molto peggio Perugia, ben oltre metà classifica: è infatti al 53° posto. Questo il dato che emerge dall'indagine di Legambiente "Ecosistema scuola 2011", presentato ieri mattina a Lucca. Complessivamente la nostra regione conta 171 edifici scolastici e di questi la maggior parte risale al periodo compresa tra il 1940 e il 1974 con il 45,96%. Solo il 7,45% del totale è stato costruito fra il 1990 e il 2009.
Terni nella top ten, Perugia ben oltre il centro della classifica. Questo il macro dato che emerge da "Ecosistema scuola 2011", il rapporto di Legambiente sulla qualità e lo stato dell'edilizia scolastica, presentato ieri mattina a Lucca. Per l'esattezza, la città dell'acciaio si piazza al 9° posto, mentre il capoluogo è mestamente al 53°.Complessivamente la nostra regione conta 171 edifici scolastici. Di questi l'1,24 per cento è stato costruito prima del '900. Il 12,47 per cento, invece, tra il 1900 e il 1940. La fetta più grossa dei plessi scolastici umbri, la troviamo nella fascia compresa tra il 1940 e il 1974 con il 45,96 per cento dell'edificato. Consistenti anche il 32,92 per cento dei plessi che ritroviamo nel periodo compreso fra il 1974 e il 1990. Infine soltanto il 7,45 per cento del totale è stato costruito fra il 1990 e il 2009. Più in generale il 36 per cento degli edifici scolastici italiani è in situazione di emergenza.Basti pensare che su 42.000 edifici, infatti, la metà è situata ancora in aree a rischio sismico e solo il 58 per cento possiede il certificato di agibilità.Sul fronte degli investimenti per la manutenzione straordinaria si riscontra un generale calo nelle regioni del nord e del centro dove l'effettiva esigenza di tale manutenzione è relativa al 27,07 per cento (Nord) e al 25,63 per cento (Centro), mentre c'è un diffuso aumento degli investimenti nelle regioni del Sud e Isole, ad eccezione della Sicilia che li riduce, a fronte di un'esigenza di edifici che necessitano di manutenzione del 52,14 per cento (Sud) e del 53,14 per cento (Isole). Le regioni del Nord pur riducendo, rispetto allo scorso anno, i loro investimenti per la manutenzione straordinaria investono comunque una media di 53.472,67 a edificio contro i 27.193,93 delle regioni del centro, i 22.482,48 del sud e i 26.907,23 delle isole.Anche quest'anno ad aprire la graduatoria dei Comuni capoluogo di provincia è Prato (1°), confermate tra le prime 10 anche Trento (2°), Parma (3°), Biella (5°), Frosinone (8°) e, come dicevamo, Terni (9°) mentre entrano nella top ten, Siena (4°), Alessandria (6°), Reggio Emilia (7°) e Verbania (10°).Sul fronte delle regioni sono quindi ancora una volta il Piemonte, la Toscana e l'Emilia Romagna con le loro città a fare da portabandiera della qualità dei servizi e dell'edilizia scolastica. Insomma, in Umbria possiamo ritenerci davvero soddisfatti per l'area ternana, mentre sul Perugino c'è molto da fare.La classifica di Legambiente
Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Marzo 2011

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