Il Progetto Mandela chiude i battenti. Non interessa se per quelle aule dove si fa teatro, musica. recitazione, fotografia. Insomma dove si crea e si fa cultura sono passati più di 5000 ternani. Non importa se agli spettacoli organizzati alla fine dei laboratori ci sono stati 50 mila spettatori, e qualcuno è entrato in un teatro per la prima volta e qualcun altro, proprio grazie a quelle frequentazioni, ha fatto del teatro il proprio mestiere. Emigrando ovviamente dalla conca. Non importa se il Progetto Mandela ha 24 anni di vita in cui è diventato un'istituzione perla città dell'acciaio. Non interessa. Del resto la cultura non si mangia!
Il Progetto Mandela è uno dei "falciati" dai tagli dei fondi all'assessorato alla cultura. Alla stregua di una sagra di paese si vede cancellato, azzerato il contributo che il Comune ha erogato, e va detto per tanti anni. Ma quale filo si è seguito nel decidere i tagli? Quale politica culturale si segue? Quali saranno le associazioni che grazie alla storia avranno ancora credito?Difficile trovare le risposte.
"Abbiamo chiesto incontri con l'assessore alla cultura ma non siamo stati ricevuti. Ci siamo visti recapitare, come tanti altri, una lettera in cui si dice che c'è la crisi e ci sono meno soldi. Ma poi più nulla. Il silenzio totale"
, spiega il padre del Mandela Marcello Rieci. Il progetto ha potuto campare grazie al contributo della Provincia che mette a disposizione le aule sotto al liceo scientifico Galilei in cui si tengono le lezioni e si organizzano i laboratori e grazie al finanziamento del Comune che ha permesso di andare avanti seppure facendo i conti al centesimo. Per dodici anni filati c'è stata anche una convenzione che ha fatto respirare chi ha portato avanti il lavoro.
"Poi la convenzione è stata cancellata ma i contributi sono sempre arrivati"
, ricorda Marcello Ricci. il professore che ventiquattro anni fa nel 1987 ha avuto la trovata di ideare dei laboratori teatrali in un momento in cui sembrava che i giovani fossero anestetizzati.
"Pensavano che fossi matto, destinato all'insuccesso", racconta Ricci “i primi ragazzi che hanno partecipato al progetto, che allora si chiamava Socrate, li ho cercati uno ad uno e poi la voce è circolata e non sapevamo più dove metterci già al primo anno. Controcorrente fin da subito".
Gli studenti del Mandela nonostante tutto sono andati fino in fondo ed anche quest'anno hanno organizzato lo spettacolo conclusivo dei laboratori: "150 anni de che?" andrà in scena martedì e mercoledì alle 21 al teatro Secci. Il 22.23 e 24 ci sarà il matineè riservato alle scuole.
Lucilla Piccioni
Il Messaggero Sabato 19 Marzo 2011

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