La Madonna con Bambino, ritrovata da Gianfranco Cialini, in palazzo Cesi ad Acquasparta, proprietà dal 1962 dell'Università di Perugia, presenta colori compatibili con l'epoca di Federico Cesi, principe e fondatore dell'Accademia dei Lincei.
Lo affermano gli esperti dello Smaart, centro di eccellenza dell'ateneo perugino e del Cnr-Istm che hanno effettuato una serie di ricerche, con il laboratorio mobile, analisi non invasive (e "a chilometri zero", come ha sottolineato, con una battuta, il professor Antronio Sgamellotti), per la identificazione dei pigmenti.
Il professor Sgamellotti e la dottoressa Costanza Miliani, in particolare, hanno sottoposto la pittura a riflettografia nel vicino infrarossi, a riflettografia in falsi colori, ad analisi chimiche di florescenza ai raggi x e di florescenza tecnologie molecolari.
Ebbene la ricerca ha confermato le intuizioni iniziali: che cioè per la pittura sono stati utilizzati, dall'ignoto artista, pigmenti di blu tipo azzurrite e blu cobalto originali, per i rossi cinabro e ocra rossa originale, per i bianchi biacca e gesso originali, per i gialli giallolino di piombo e stagno originale, per le dorature oro originale (nella croce siriaca sul manto, simbolo di verginità) e ocra gialla originale.
Tutti pigmenti esistenti e utilizzati all'epoca di Federico Cesi. Ritocchi sono stati effettuati col blu di Prussia e con l'Oltremare artificiale, col rosso cadmio, col bianco di zinco che variano, rispettivamente, dal 1714, al 1826, dal 1900 al 1850.
Probabilmente, questa la deduzione, è la stessa Madonna (Madonna della tenerezza) davanti alla quale, nella cappella di palazzo Cesi, pregava il fondatore dell'Accademia dei Lincei e il suo stesso amico Galileo Galilei, ospite ad Acquasparta (dopo essere transitato per Perugia). L'ipotesi è che la tavola sia stata portata all'interno del palazzo nella seconda metà del secolo XVI e sia rimasta sempre nella cappella fino ad oggi. In effetti nell'anno 1631, poco dopo la morte di Federico, furono redatti due inventari dei beni mobili esistenti che certificano la presenza di "un quadro della Madonna col figliolo in braccio depinta in legno"(datato 9 febbraio) e “un quadro di una Madonna col figlio in braccio"(datato 19 febbraio).
La tavola sarebbe in legno di cedro (ma per affermarlo scientificamente serviranno altri esami). Il prorettore Antonio Pieretti ha aggiunto che sono in corso trattative tra l'ateneo e il Comune di Acquasparta per interventi di ristrutturazione di palazzo Cesi, dove verrebbe ricollocata, a tempo debito, l'opera d'arte. Per il restauro del dipinto servirebbero almeno 15mila euro: servirebbe un mecenate che investisse questa somma per salvare quest'opera, che al di là degli aspetti artistico-religiosi, presenta un grande valore culturale e storico.
Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 2 Marzo 2011

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