Che fossero tempi duri per i piccoli Comuni era ormai acclarato. Ma, nonostante le ristrettezze, si continua a sperare di poter contribuire a salvare il patrimonio stori co-artistico del territorio o, almeno, a tentare di farlo.
"Al momento ci troviamo in una fase difficilissima, e da qui a breve sicuramente la situazione non potrà far altro che peggiorare - afferma il sindaco di Ferentillo, Paolo Silveri -. Probabilmente ci stiamo avviando verso la fine dei piccoli Comuni. Per le realtà più grandi non dovrebbero esserci problemi esagerati, ma per noi si preannunciano tempi neri. Basta pensare che l'addizionale Irpef è già stata sfruttata e che, dalla 'mezza finanziaria’ di agosto è emersa la necessità di tagliare del 20% in molti settori e in questo modo è impossibile garantire diversi servizi. É il caso dei carburanti, della promozione turistica, della comunicazione. E della salvaguardia del patrimonio storico-artistico."
A Ferentillo mentre una buona notizia arriva dal borgo di San Mamiliano, dove proprio in questi giorni stanno iniziando degli interventi di recupero, dal fronte delle antiche Rocche le preoccupazioni non mancano, soprattutto di fronte a parti di merlature e a muri che iniziano a perdere i pezzi.
"Purtroppo le Rocche non ci fanno passare notti tranquille dice il sindaco di Ferentillo Paolo Silveri -. Se quella di Precetto non ha grandi problemi, a Matterella in alcuni punti c'è un deterioramento preoccupante, soprattutto nella parte inferiore della torre dove iniziano a distaccarsi diverse parti. Non siamo di fronte a un pericolo di crollo immediato, ma è comunque necessario intervenire."
Come sempre, il problema ri guarda i soldi necessari: la messa in sicurezza e il recupero delle rocche richiederebbero circa 10 milioni di euro, cifra improponibile non solo per un piccolo Comune come Ferentillo, ma anche per istituzioni più grandi. Per questo l'idea è di procedere per stralci:
"Da tempo abbiamo pronto un progetto di recupero - continua il sindaco - e stiamo cercando di proporci non solo per bandi europei, che ci sembrano una delle poche soluzioni, considerando la Soprintendenza non ha fondi a disposizione, ma anche per accedere ai proventi dell' 8 per mille. Per ora l'essenziale è pensare al consolidamento, poi vedremo come utilizzare le Rocche. Di certo sarà difficile intervenire."
Situazione di tutt'altro tenore per il borgo di San Mamiliano:
"é evidente quanto sia difficile riuscire a reperire fondi per il patrimonio storico-artistico sottolinea ancora Silveri -. Per fortuna, soprattutto riguardo alle realtà minori, in aiuto dei piccoli Comuni arriva il Gal che ci permetterà di recuperare, in questa occasione come in altre in passato, un vero pezzo di storia del territorio."
Negli anni scorsi, infatti, sempre tramite i bandi del Gal, a San Mamiliano è stato possibile recuperare un pozzo che riporta il primo stemma del Comune di Ferentillo, oltre che risistemare un leone delle mura di Precetto e il tetto della chiesa del paese disabitato di Gabbio.I nuovi interventi a San Mamiliano, che stanno iniziando proprio in questi giorni e che costeranno circa 63mila euro, prevedono da un lato il recupero di una porzione di mura e di una torretta e, dall'altro il restauro di una pala d'altare ad opera di Jacopo Siculo, pittore raffaellesco originario di Palermo molto attivo tra Roma e la Valnerina, dove ha realizzato delle splendide opere nel corso del `500. Sono sempre delle opere di Jacopo Siculo al centro di un ulteriore recupero, stavolta ad opera della Carit. Si tratta di tre affreschi risalenti alla metà del `500 conservati all'interno della chiesa di Santa Maria, a Ferentillo, tre raffigurazioni di Sant'Antonio Abate, un'Incredulità di San Tommaso e delle Cinque Vergini martiri che adornano tre nicchie laterali. L'inaugurazione del restauro, costato circa 30mila euro, è fissata per il prossimo 20 maggio.

Eleonora Bonoli
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 21 Marzo 2011

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