[...] L'intenzione è quella di avviare innanzitutto una campagna informativa sull'importanza delle manutenzioni ai fini della sicurezza domestica, del risparmio energetico e in particolare dell'inquinamento visto che il riscaldamento è una delle tre componenti che incidono sull'aumento dello smog e delle polveri sottili. Per questo assumono ancora maggiore importanza le verifiche.
"i controlli se ne fanno pochi soprattutto rispetto al numero di chi non fa la manutenzione"
, dicono dalla Confartigianato che tutela, insieme alla Cna, i manutentori. Che lamentano anche come anche le poche ispezioni che si fanno - e che in caso di irregolarità possono portare a sanzioni da 1000 euro in sù - spesso interessano chi ha già effettuato la regolare manutenzione. Colpa, in questo caso, di un mancato aggiornamento dei modelli che i manutentori inviano periodicamente agli uffici dell'amministrazione. Colpa anche della carenza di personale. Detto che la Provincia non ha di fatto "verificatori", il Comune di Terni fino a luglio 2008 si avvaleva di due consulenti esterni poi "tagliati" quando si è cominciatala stretta sulle consulenze.
Lo scorso anno sono stati formati, in collaborazione con Enea, due dipendenti ma ora il servizio si sta riorganizzando anche per acquisire strumentazioni adeguate alle nuove normative in continuo aggiornamento. In due dovrebbero comunque tenere sotto controllo circa 3lmila impianti mentre sono stimati in circa 2-3mila quelli che ancora "sfuggono" a verifiche e censimenti tutt'altro che semplici.
Prezzi più "salati" per la manutenzione delle caldaie. La Provincia di Terni ha infatti deciso di aumentare da 7,5 a 10 euro il costo del "bollino", l'attestato biennale dell'avvenuto controllo sugli impianti termici di riscaldamento. L'aumento varrà per tutti i Comuni della provincia eccezion fatta per quello di Terni che gestisce in maniera autonoma il servizio e che ha confermato il prezzo a 7 euro anche se non si escludono futuri rincari che dovrebbero però scattare non prima della fine dell'anno. E le associazioni di categoria rivedranno al rialzo anche le tariffe di massima per quanto riguarda l'intervento dei manutentori, ferme da due anni e oggi fissate in 76 euro annuali compresi di iva e bollino che in molti rispettano - facendo pagare in realtà anche meno - ma che in certi casi arrivano anche a 90-110 euro. La decisione della Provincia, come spiega l'assessore all'Ambiente Fabrizio Bellini, nasce invece dall'esigenza di dare sostanza
"a un piano finanziario per garantire maggiori controlli sul territorio."
"Da un po' di tempo ammette Bellini - i controlli non si fanno perché sono venute a mancare le figure professionali che li svolgevano e che l'Amministrazione non ha."
Verifiche che palazzo Bazzani vorrebbe affidare alla Agesa che sta cercando faticosamente di "resuscitare" dopo la messa in liquidazione. La "nuova" Agesa dovrebbe essere una agenzia a intero capitale pubblico partecipata, oltre che dalla Provincia, dall'Arpa, dall'Ater e dalla Camera di commercio. Sarebbe dovuto entrare anche il Comune di Terni (gli uffici Ambiente di palazzo Spada e della Provincia si stavano già organizzando) che alla fine però ha detto no al progetto della Giunta Polli. Il tutto per resistenze politiche all'interno del centrosinistra che non vuole rimettere in piedi un "carrozzone" morto e sepolto, le stesse che potrebbe incontrare la giunta provinciale quando porterà il "piano Agesa" in Consiglio.
Vincenzo Carducci
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 4 Marzo 2011

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