A due mesi e mezzo dall'avvio dell'obbligo dell'utilizzo dei sacchetti biodegradabili (stabilito dalla normativa europea sulla biodegradabilità N1342), per l'azienda Novamont Spa di Terni è un vero e proprio boom Leader delle bioplastiche a livello internazionale, è l'unico produttore italiano di materia prima bioplastica e ha investito negli ultimi 30 anni oltre 130 milioni di euro nel comparto. A fare la fortuna della società è stato il brevetto ideato dalla folignate Catia Bastioli, il Mater-Bi, un composto a base di amidi (tra cui mais, ma non solo) e oli vegetali.In Italia iproduttorì stranieri presenti commercialmente sono almeno sette, con diversi prodotti, sempre a base di amidi odi petrolio. Infatti, come sottolinea Andrea Di Stefano, responsabile Affari istituzionali di Novamont Spa,
"la biodegradabilità non è assicurata dall'utilizzo di materie prime degradabili. Altre aziende utilizzano polietilene, da fonte rinnovabile ma non biodegradabile e ci sono anche altre plastiche da fonti non rinnovabili."
La Novamont Spa nel campo del biodegradabile e compostabile in Italia copre una fetta di mercato intorno al 6o per cento. Esporta in Nord Europa, paesi asiatici e Nord America; luogo quest'ultimo in cui ha anche recentemente aperto una nuova sede, vista la domanda in forte crescita, mala produzione viene effettuata tutta all'interno dello stabilimento di Terni. In programma un aumento della capacità produttiva grazie all'entrata in funzione di un nuovo impianto.
"Nei primi due mesi del 2011 - prosegue Di Stefano abbiamo raddoppiato le vendite e, da marzo, incrementeremo anche la capacità produttiva di ulteriori 6omila tonnellate l'anno, che si andranno ad aggiungere alle 8ümila attuale."
In effetti la difficoltà di programmazione dovuta all'esplosione della domanda nei primi due mesi dell'anno ha creato un buco di produzione che non era preventivabile.
"Avevamo fatto il budget all'inizio di dicembre - sottolinea Di Stefano – ma la forte domanda ha reso necessaria un adeguamento dei piani produttivi: Pensiamoli soddisfare tutta la richiesta entro aprile."
L'azienda ha chiuso il 2010 con un fatturato di oltre 90 milioni di euro e prevede un incremento del 70% nel 2011. Lo scorso anno gli occupati sono passati dal 173 a 200; dal primo gennaio a oggi sono stati assunti altri 14 dipendenti e in previsione, nel corso del prossimo mese, sì prevedono altre sette assunzioni.I  sacchetti di Mater-Bi arrivano a tutte le principali catene della Gdo, come Coop, Esselunga, Unes, Despar, Sma e Conad. Al fine di garantire la resistenza delle buste, l'azienda ha anche messo a punto uno specifico protocollo di qualità.
"La problematica di scarsa resistenza del prodotto continua Di Stefano non è imputabile alla materia prima, ma agli spessori e alla modalità con il quale il prodotto viene filmato; ciò sì è verificato a causa della mancanza di abitudine dì utilizzo del materiale. Abbiamo messo a punto un protocollo di qualità per la filmatura e gli spessori realizzati per poter garantire una resistenza del prodotto paragonabile al sacco tradizionale. Riteniamo che questi problemi siano in progressiva risoluzione con la collaborazione delle aziende che scelgono di lavorare con noi su standard elevati."
In Italia le aziende licenziatarie del Mater-Bi erano una ventina, ma con l'entrata in vigore della normativa se ne sono aggiunte altrettante che lavorano stabilmente con Novamont.
Il Sole 24 Ore Mercoledì 16 Marzo 2011

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