Palazzo Primavera chiude i battenti

[…] E il Palazzo destinato ad ospitare sogni, progetti e prodotti di una città capace di investire sulla cultura, resterà presto significativamente vuoto, chiuso, deserto.
Lo storico edificio di via Giordano Bruno, costruito nel XVI secolo per ospitare il convento dei Gesuiti e in seguito per anni Palazzo della sanità, è infatti pronto a tornare al suo destino di abbandono e di silenzio; un destino da cui sembrava essere stato strappato dieci anni fa, quando fu rilanciato tra squilli di tromba e artistiche celebrazioni.

Ma come tanti altri luoghi strategici di quell'epoca (a cominciare da Papigno) paga oggi il prezzo di un rilancio costruito sulle sabbie mobili.Simbolo e termometro della stato culturale della città, l'edificio è stato un'icona della controcultura negli anni `70 quando, abbandonato e fatiscente, fu occupato da un gruppo di giovani che ne fecero un centro di creatività ed espressione artistica ribattezzandolo "Palazzo di Primavera". Dopo anni di silenzio, nel 2002, l'edificio diventò la bandiera della rinascita culturale quando la giunta Raffaelli, riprendendo significativamente proprio quel nome, ristrutturò finalmente il palazzo facendone un auditorium e una sede espositiva destinata ad ospitare convegni, spettacoli e mostre temporanee.Oggi, forse non a caso, Palazzo Primavera rischia di diventare il simbolo della decadenza culturale e dell'inverno piombato su una città che si era illusa di potersi reinventare senza reinventare metodi e classe dirigente.

La notizia non è ancora ufficiale, e a Indisciplinarte - che lo gestisce attualmente insieme a tutti gli altri teatri e auditorium comunali - tengono le bocche cucite. Nemmeno l'assessore alla cultura Simone Guerra si espone, ma neppure smentisce: "Non parlo di questioni che riguardano trattative ancora in corso" si limita a dichiarare.
Le trattative in corso sono quelle sul contratto di gestione con cui il Comune ha affidato al consorzio capeggiato da Civita, Indisciplinarte e Ternimusei l'intero polo culturale cittadino. L'amministrazione sembra infatti determinata a rivedere la convenzione, tagliando ben 200mila euro agli 800mila previsti originariamente dall'appalto.
Un taglio di risorse che appare ormai certo e che porterà, per forza di cose, ad un ridimensionamento dei servizi della rete museale e teatrale e che riguarderà, in primo luogo, gli orari di apertura dei musei e la disponibilità di personale per le manifestazioni organizzate nelle strutture del polo (Caos, Primavera, Carsulae e Anfiteatro). E visto l'attuale caos - di nome e di fatto - che sembra già oggi regnare al teatro Secci (è capitato più volte che spettatori interessati ad uno spettacolo non siano riusciti a trovare informazioni all'interno dello stesso complesso) la situazione potrebbe diventare davvero inquietante.

Non stupisce, d'altra parte, che il destino peggiore aspetti il Primavera che, con la concentrazione delle attività culturali all'ex Siri, si è ritrovato ad essere dislocato - e quindi scomodo da gestire - e sostanzialmente superfluo, vista l'abbondanza di sale espositive e di auditorium al Caos.
Se la gestione Indisciplinarte sembra quindi destinata a perdere un pezzo, le realtà culturali cittadine che in questi anni hanno utilizzato la splendida struttura pare che non abbiano intenzione di rassegnarsi all'idea di vederla chiusa, e ci sarebbe già qualcuno che si sta facendo avanti per assumerne la gestione. Con l'idea di far proseguire questa primavera, in fondo ancora appena accennata.

Arnaldo Casaliterni
Il Giornale dell'Umbria Giovedì 31 Marzo 2011

0 commenti

Posta un commento

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia