Fuori dal polo didattico e scientifico il corso di laurea di Scienze Politiche. É quanto emerso ieri pomeriggio, dopo l'ennesima discussione in consiglio comunale, sui due atti di indirizzo legati alla questione universitaria. Ad annunciarlo è stato il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, chiamato ad intervenire per concludere il confronto tra i consiglieri. Una discussione che lo stesso sindaco ha definito "molto utile". Tutto questo anche se, proprio alla luce della riforma Gelmini e del decreto 17, i giochi sembrano fatti. In poche parole, per il Polo didattico e scientifico di Terni,
"non un decentramento ma, appunto un polo"
, il futuro sarebbe tutto legato ai tre elementi cardine, ovvero Medicina, Ingegneria ed Economia.
"Abbiamo fatto una battaglia per dire che Terni non è un decentramento ma un polo con la sua autonomia sancita da documenti sottoscritti da istituzioni locali, università e governo. Da questo punto di vista partiamo da un dato che ci mette in condizione di poter affrontare la riforma insieme a Perugia come università regionale dell'Umbria."
Un punto di partenza che il sindaco ha indicato come
"importante per un processo nel quale chiediamo con forza, lo abbiamo già fatto, che venga considerato globalmente il discorso dell'università regionale con la sede principale di Perugia e quella secondaria di Terni."
Altro elemento di difficoltà, arrivato dal governo, è quello della 160, emessa per regolare i principi attraverso cui mantenere i corsi di laurea. Il tutto certificato con il decreto 17 emesso nel mese di settembre.
"L'altra questione fondamentale - ha proseguito Di Girolamo - è quella del fondo ordinario di finanziamento e del fondo premiale, una criticitàper Perugia perchè da un lato il fondo di finanziamento ha visto la diminuzione di 20.000.000 di curo dall'altro l'università non ha avuto accesso, quest'anno, al fondo premiale. Questi elementi costituiscono l'elemento strutturale attorno al cui il senato accademico da una parte e le istituzioni dall'altra, devono lavorare."
Tra le tante ipotesi emerse in questo periodo di crisi, anche quello di stringere rapporti con altre università.
"Non esistono possibilità perché la legge prescrive che siano la regione e l'università a determinare gli atti di riassetto che vengono disposti. Non possiamo esercitarci in pensieri che vedano altre tipologie di università con cui stringere intese."
Quale sarà il futuro?
"L'università - ha concluso il sindaco - sarà strutturata in maniera profondamente diversa. Dentro dobbiamo collocare le nostre richieste e le nostre strategie. L'indicazione della presidente Marini, è che Terni sia sede di dipartimenti, significa far sì che questo Polo conservi fortemente l'autonomia e l'autorevolezza che gli è stata data in questi anni. L'altra questione, le scuole che sono strutture incentrate su aspetti formativi e didattici raggruppando più dipartimenti. Per concludere, le piattaforme nel quale è importante la relazione tra ricerca e territorio, in particolare con aziende e imprese."
Il prossimo step, ora, è quello legato strettamente alle scadenze.
"Noi ci avviciniamo alla fase delicata, quella che vede entro la metà del mese di maggio, la formalizzazione dell'offerta formativa. Medicina, Ingegneria ed Economia sono i tre assi su cui si sta lavorando per rivedere le intese rispetto al percorso di riassetto che sarà determinato dal nuovo statuto dell'Università di Perugia. Chiediamo all'università di Perugia la ricerca, la qualità e il rapporto con il territorio in un sistema che sia sinergico e possa portare vantaggio reciproco. Da un punto di vista istituzionale, poi, ora toccherà alle richieste di confronto proprio con la commissione che presto si costituirà in sede universitaria. Incontri che saranno fondamentali per fissare i paletti utili allo sviluppo del Polo temano. "Il consiglio sarà informato passo passo - ha concluso il primo cittadino - e se necessario faremo un consiglio straordinario con Regione e università. L'università è fondamentale per il territorio, è l'unica voce di bilancio che non ha subito tagli negli investimenti, Terni vuole la sua università"
Sara Gargagli
Corriere dell'Umbria Mercoledì 23 Marzo 2011

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