...e la bandiera della città?

Il senso di appartenenza, di condivisione di una comunità si manifesta anche nell’immediatezza grafica di colori,simboli e di figure proprie di uno stemma, di un logo o di una bandiera.
Gli statuti e i regolamenti di Comuni e Provincie prevedono l’adozione e l’uso dello stemma, del gonfalone e di una propria bandiera.
La bandiera in particolare può essere esposta in concomitanza dei lavori del Consiglio o in occasione di Festività nazionali, accanto a quella Tricolore e a quella dell’Unione Europea.
Così accade puntualmente e correttamente in occasione ad esempio del Consiglio Regionale (dove sono stilizzati i famosi ceri di Gubbio) e del Consiglio Provinciale (con le acque e le api laboriose).
L’unico Ente Locale a non esporre la propria bandiera è il Comune di Terni, che proprio in occasione di feste o della convocazione del consiglio comunale, lascia vuota a ridosso della sede comunale l’asta che la dovrebbe ospitare.
La nostra bandiera rosso-verde con il drago simbolo della città non è dunque degna di trovare ospitalità accanto alle altre? e pensare che da Palazzo Spada negli anni è sventolato di tutto; nel rispetto dei simboli e delle sensibilità troppo spesso questo è stato tollerato (si pensi alle bandiere arcobaleno simbolo della pace).
Possibile che nessuno si sia mai accorto invece di questa mancanza, dimostrando un minimo di sensibilità e attenzione tanto da porre tale esigenza? Mancano i soldi per colpa dei tagli del Governo? Occorre un emendamento al Bilancio Comunale anche per questo?
Non ci si venga a dire che non ci sono sufficienti risorse nemmeno per commissionare la realizzazione di una bandiera.
Iniziamo a togliere il telefonino all’Assessore Bartolini (è previsto nel Bilancio 2011 che spenderà €7700 in telefonate).





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