L'azienda come un salvadanaio personale. Dal quale attingere per le spese personali senza il minimo interesse per le sorti della società e dei lavoratori. Le oltre 40 pagine dell' ordinanza del gip Maurizio Santoloci che venerdì ha portato in carcere il proprietario di Meraklon Yarn e Meraklon Spa Gianpaolo Fiorletta e agli arresti domiciliari altri 6 collaboratori (la moglie Manuela Liozzi, l'amministratore unico di Meraklon Rosario Gravagno e i membri del collegio sindacale Claudio Fulvio Giansanti, Valter Brandoli, Arturo Offidani, Leonardo Mollicone) forniscono un quadro dettagliato su quello che, secondo il sostituto procuratore Elisabetta Massini, era il consolidato "modus operandi" utilizzato dall'associazione a delinquere - finalizzata alla truffa alla Stato e all'appropriazione indebita "capeggiata" dall'imprenditore frusinate. In base alle indagini condotte dalla Guardia di finanza, Fiorletta, insieme al suo gruppo avrebbe messo in piedi una vera e propria tecnica del "mordi e fuggi" tanto che, si legge nell'ordinanza,
"la falsa rappresentazione dei capitali per svuotare le casse dell'aziende individuate per poi dileguarsi è una tecnica elevata a stile di vita ."
A parlare sarebbero i prelievi effettuate costantemente dalle casse dell'azienda tra il 2008 e le ultime settimane, giustificati con rimborsi o anticipi di pagamenti in realtà inesistenti e "di volta in volta oscillanti nell'ordine di decine di migliaia di euro "che entravano sui conti personali di Fiorletta e della Holding Novalis, la società che controllava la Meraklon e di proprietà della Loizzi. Prelievi che, messi uno dietro l'altro, in totale, superano i 5 milioni e 172mila euro, una parte diretti a "una destinazione per il momento ignota"e un'altra parte girata a favore di un'altra società riconducibile allo stesso Fiorletta, la R. Performance Fibres, per pagare i fornitori di quest'ultima. A questi soldi va poi aggiunto più di un milione di merci comprate e mai pagate e poi rivendute `per trarne lucro ".
A saltare all'occhio, in particolare, è il presunto acquisto simulato, tramite false fatturazioni e falsificazione della documentazione bancaria, di alcuni impianti di produzione dalla r Performance Fibres, impianti che "nonostante la considerevole somma corrisposta dalla Meraklon come acconto per il loro acquisto (3,7 milioni di euro) - non erano mai stati consegnati, né fatturati da parte della r Performance Fibres ".
Per dare una giustificazione a riguardo il gruppo avrebbe "modificato a distanza di due anni - un ordine di fornitura preesistente ". C'è poi la `falsa rappresentazione in contabilità del finanziamento di 2,5 milioni di euro "dovuti alla Meraklon dalla Holding Novalis per l'acquisto degli impianti, a seguito della quale "Fiorletta avviava le operazioni di rimborso in favore della stessa Holding Novalis con prelevamenti dalle casse della Meraklon spa ed ulteriori prelevamenti, sempre in uscita dai conti bancari della Meraklon spa, venivano disposti in favore dello stesso Fiorletta, peraltro, senza alcun titolo."
I bonifici, inizialmente, "venivano prelevati dai conti bancari della Meraklon... disposti in favore della Holding Novalis mentre successivamente i bonifici, in virtù della palese contraffazione degli estratti conto bancari interessati, apparivano in contabilità come erogati in favore della Meraklon Yarn."I rimborsi a favore della Holding Novalis si sarebbero succeduti fino al marzo di quest'anno "tanto che i maggiori e più gravi episodi di depauperamento aziendale... sono avvenuti non a caso proprio nell'ultimo periodo (da novembre 2010 a marzo 2011) in concomitanza con il noto periodo di fermento ed agitazioni sindacali che facevano presagire incertezze sul futuro del gruppo e quindi approfittando del periodo di confusione e disagio aziendale ."E proprio in virtù della flessione della produzione, dovuta alla morosità del gruppo nei riguardi dei fornitori della materia prima, "la proprietà ha chiesto e ottenuto l'utilizzo della Cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, motivandola come dovuta ad una `flessione della domanda ."Complessivamente la somma ottenuta indebitamente dall'Inps dal gruppo Meraklon supera gli 830mila euro. Somma che, insieme agli oltre 6 milioni distratti dalle casse dell'azienda, per il gip "appare evidente che, allo stato, non sarà possibile recuperare .
"Nel carcere di Sabbione, dove è rinchiuso, ieri Fiorletta ha spiegato all'avvocato Luigi Fiocchi, di "essere in grado di dimostrare la propria estraneità dalle accuse."Domani alle 14,30 è previsto l'interrogatorio di garanzia, mentre il legale - che assiste anche Gravagno ha già presentato richiesta di scarcerazione al tribunale del Riesame
Federica Liberotti
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 11 Aprile 2011

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