É il grido di allarme lanciato dal presidente provinciale di Federalberghi Giunio Marcangeli. Una lunga analisi ricca di dati contenuta nell'ultimo mensile di Confcommercio Temi.
"Le presenze turistiche in Umbria - scrive Marcangeli nel mensile distribuito agli associati - tra il 2002 e il 2009 sono mediamente scese del 4,6 per cento, ma nel ternano la flessione è stata dell'8,2 per cento. Sempre nel nostro territorio il calo delle presenze gennaio - ottobre 2010 rispetto all'analogo periodo 2009 è stato di un ulteriore 1,5 per cento quando in tutti gli altri comprensori umbri, salvo il Trasimeno, dopo l'annus orribilis 2009 gli indicatori hanno ripreso a salire."
Crisi del turismo in generale, in "asfissia" il tradizionale turismo temano, quello d'affari. Flessione collegata alla recessione economica.
"Ormai le nostre strutture non sono più neanche in grado di autofinanziarsi la manutenzione straordinaria - scrive il presidente provinciale di Federalberghi - stiamo lavorando in perdita pur di contenere l'erosione delle nostre quote di mercato e questo non ce lo potremo permettere ancora a lungo"
Poi la provocazione:
"0 il Sistema turistico locale nel suo insieme in maniera rapida e convinta definisce la strategia ed attua azioni conseguenti ed immediate che dopo anni tornino a far risalire l'indice di occupazione nelle nostre strutture o ci conviene trasformare rapidamente le stesse in appartamenti o case di riposo."
Per passare poi ad elencare le possibili azioni di rilancio
"condivise dice Marcangeli - da tutti gli attori locali. La promo - commercializzazione affidata ad un unico soggetto misto pubblico privato."
Quel Ditt la cui assemblea di rifondazione, dopo ben tre rinvii a causa dell'assenza della delibera di adesione del Comune di Terni, è fissata al 4 maggio. Poi "la sinergia con i flussi turistici della Cascata, la politica degli eventi e della loro destagionalizzazione e anche ultimamente il marketing territoriale su Roma. Quest'ultimo però soprattutto destinato ad attrarre nuovi residenti dalla Capitale per fare fronte alla crisi dell'edilizia, sicuramente più grave di quella del settore turistico.
Poi la nuova stoccata al Palazzo,“ma istituzioni e politici si stanno dimostrando incapaci di coordinare questi indispensabili elementi del rilancio locale". Il presidente di Federalberghi chiede alle istituzioni di sapere di qui ai prossimi mesi quali progetti strategici condividere:
"Il congressuale e la tanto agognata struttura polivalente e multifunzionale, contenitore per eventi, spettacoli e manifestazioni per quattro-cinquemila spettatori."
Di quest'ultima ad oggi il Comune di Temi ha solo individuato l'area, il foro boario dove sorgono mercati generali e mattatoio prossimo allo spostamento. Per il palasport, expò, centro congressi nel piano triennale delle opere pubbliche collegato al bilancio di previsione e oggi in discussione a Palazzo Spada non c'è un euro. Né ad oggi sono stati individuati quei privati pronti ad investire sulla struttura.
Corriere dell'Umbria Lunedì 18 Aprile 2011

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