Le Antiche Fonderie Bernardini di vocabolo Fiori non ci sono più. Demolite. Nel silenzio e nell'indifferenza di una città dal glorioso passato industriale e da un presente incerto comunque legato all'acciaio. La fabbrica dove le colate hanno prodotto elementi d'arredo ancora oggi presenti in tutta Italia e non solo (lampioni, panchine, corrimano, tombini) sparisce sotto i colpi demolitori delle ruspe della ditta subappaltatrice arrivata da Gubbio per fare spazio a una nuova costruzione residenziale. Sul cartello affisso al cancello principale c'è scritto che la proprietà adesso è delle Costruzioni Baldelli Srl.

Ci farà un palazzo o un centro commerciale, o tutti e due o forse qualcos'altro. Fatto è che un altro pezzo di storia cittadina se ne va, e fa male da morire vedere siviere e macchinari una volta preziosi come l'oro buttati "a mucchio" come ferraccio da scartare. […] Fa così male da spingerlo a contattare il giornale per sollecitare l'attenzione di qualcuno (il riferimento è alle istituzioni locali, ndr) affinché almeno si possa recuperare quel poco che è ancora rimasto.

” In mezzo alle infinite rotatorie della città c'hanno messo di tutto: canne da pesca e figure stilizzate. Ma una bella siviera di quelle della Fonderia Bernardini non ci starebbe bene? Oppure qualcos'altro. Recuperiamo qualcosa della storia di Terni finché si può. Dello jutificio Centurini non è rimasto nulla, stessa cosa si può dire dell'ex Siri ".

Dopo aver fatto qualche domanda in Comune, soprattutto per recuperare tracce di storia di questa antica fonderia, pare che qualcosa si stia muovendo. Chissà...

Andrea Fabbri
La Nazione Sabato 2 Aprile 2011

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