Cambia il commercio cittadino, passa di mano. Ma il dinamismo è solo apparente, visto che il movimento sembra più che altro dettato dal lungo momento di difficoltà - per non dire di crisi - del settore. Ecco, allora, che uno dei marchi più nuovi e importanti che sono sbarcati in città in tempi recenti segna il passo. Si tratta del Gruppo multinazionale austriaco Billa (ex Standa) che ha deciso nelle settimane scorse di cedere tutti i propri punti vendita dalla Toscana a scendere verso l'Italia meridionale. Dunque, nella partita sono coinvolti anche i due punti vendita ternani: quello al centro commerciale il Polo a Borgo Rivo e quello in via XX settembre. A quanto sembra - ma la notizia non è ancora ufficiale - i negozi di Terni sarebbero stati venduti (o l'operazione è in corso) alla Conad Umbria.
Secondo quanto assicurato ai sindacati di categoria in un recente incontro a Roma, i circa 33 dipendenti dei due negozi Billa di Terni non saranno licenziati. Ma le preoccupazioni restano. Le stesse organizzazioni sindacali di categoria, comunque, restano in attesa di ulteriori, ufficiali sviluppi della vicenda.Tempi duri, a quanto pare, anche per l'UniCoop Tirreno che nei mesi scorsi ha già chiuso i centri commerciali di Narni e di Contigliano. Adesso, l'azienda avrebbe annunciato la dismissione della sede amministrativa di via Vanzetti ed anche la vendita dell'immobile dove sorge la sede stessa. Gli 8 lavoratori saranno in esubero. A detta dei sindacati di settore, l'UniCoop Tirreno avrebbe un fardello debitorio non indifferente.
Sorte non molto dissimile per il gruppo Conbipel (abbigliamento) che ha chiuso gli 11 punti vendita dislocati sul suolo nazionale. Una decisione - sembra sempre da fonti sindacali - dettata dai bilanci in crisi. A Terni Conbipel ha un solo negozio collocato all'interno del centro commerciale "Il pianeta" e le 13 unità lavorative hanno dovuto accettare il passaggio dal contratto a tempo pieno a quello part-time, con una diminuzione a 32 ore settimanali. L'accordo in tal senso è già stato firmato dalle parti, con l'impegno di valutare un ritorno al full-time in caso (difficile, peraltro) di ripresa positiva della situazione.
Tanti, inoltre i singoli negozi, cosiddetti di vicinato, che hanno chiuso o venduto la propria attività in questi primi mesi del 2011. Soprattutto nel centro urbano. Insomma, anche il comparto commerciale (grande distribuzione compresa) ormai è in sofferenza. Gli effetti della perdurante crisi economica mondiale non perdonano anche sul fronte dei consumi delle famiglie. La temperatura è rilevata dal segretario provinciale della Uiltucs-Uil di Terni, Giancarlo Ricciarelli:
"Ormai la preoccupazione è sempre più palpabile e diffusa. Diversi marchi, anche importanti, della grande distribuzione si mostrano in sofferenza e fanno le loro scelte. Per non parlare del commercio al dettaglio che fa registrare un'autentica moria di negozi in città, alcuni dei quali spesso passano in mano ai cinesi, pe esempio. Per noi è evidente che la preoccupazione maggiore è sul fronte dei livelli occupazionali, in discesa. Basta constatare la crescita massiccia della cassa integrazione in deroga nel nostro territorio."
Ricciarelli (Uiltucs): ormai la preoccupazione è grande, soprattutto per i lavoratori, la crisi morde anche sul fronte consumi
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 27 Maggio 2011

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