Oggi Pomeriggio torna a riunirsi il Consiglio comunale dopo l'apertura della crisi conseguente alle dimissioni del sindaco Di Girolamo dello scorso 3 maggio. Un Consiglio ancora una volta convocato in un giorno in cui i dipendenti comunali non hanno il rientro pomeridiano e sono quindi costretti (quelli della segreteria e affari generali), a fare gli straordinari.
Viene quindi da domandarsi quanto costi, complessivamente, ciascuna seduta di Consiglio comunale. Il dato è variabile perché dipende dal numero dei consiglieri comunali presenti alle singole riunioni, ciascuno dei quali percepisce un gettone di partecipazione pari a 91,11 euro. Stessa cifra riconosciuta a ciascuno per le presenze alle riunioni delle commissioni consiliari e dell'ufficio di presidenza. Al costo del gettone di presenza, deve essere poi aggiunto il rimborso al datore di lavoro che "presta" il suo dipendente ai vari lavori di Palazzo Spada e il versamento dell'Irap.
E a tutto ciò sono da sommare pure gli straordinari di una decina di dipendenti tra uscieri e personale di segreteria.
Un’idea dei costi, circoscritti all'apparato politico dell'amministrazione comunale, la forniscono le recenti determine dirigenziali con le quali si liquidano le spettanze ai consiglieri comunali e al presidente del Consiglio, Giorgio Finocchio, per gli impegni appunto istituzionali nel bimestre aprile-maggio 2011. Contando sedute di Consiglio, commissioni consiliari e riunioni dell'ufficio di presidenza, la somma totale per gli emolumenti politici ai consiglieri è pari a 63.330 euro, ai quali, come detto, devono aggiungersi, per lo stesso periodo di riferimento (due mesi) i rimborsi ai datori di lavoro e il versamento dell'Irap che ammontano a 21.300 euro.
Totale generale per due mesi: 84.630 euro, pari a 42.315 euro al mese solo di costi politici "minori". Già, perché a questi si devono sommare gli emolumenti spettanti alla Giunta: 5.466,19 euro di indennità di carica mensile per il sindaco, 4.099,14 per il vice sindaco, 3.279,71 per ciascuno dei 9 assessori. Va detto che tutti i membri della Giunta, percependo una indennità di carica, sono fuori dalle dinamiche del gettone di presenza. Comunque, prendendo a campione il bimestre aprile-maggio 2011, il costo finale politico dell'amministrazione comunale è di 81.391,33 euro. A ciò deve ancora aggiungersi, come detto, la spesa per gli straordinari di una decina di dipendenti ciascuno dei quali impegnato per oltre 15 ore al mese (considerando una media di 4 sedute di Consiglio comunale al mese). Visto che le spese politiche sembrano essere insopprimibili perché originate da sistemi di calcolo che discendo da leggi nazionali e regolamenti locali, non è almeno possibile far risparmiare qualcosa alle casse municipali convocando il Consiglio comunale nei giorni di rientro pomeridiano dei dipendenti comunali?
La Nazione Mercoledì 25 Maggio 2011

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