Palazzina Alterocca

Nel 1901 Cesare Bazzani vince un concorso bandito da Virgilio Alterocca, imprenditore ternano nel campo della produzione tipografica, in particolare nella stampa di cartoline. La palazzina ospitava al piano terreno la libreria Alterocca e il primo piano era dedicato all'abitazione privata. Con questo edificio Bazzani realizza una delle sue migliori opere e l'architettura eclettica più significativa della nostra città. L'architetto espone il progetto nella Mostra del Pensionato Artistico Nazionale del 1903, riportandone un lusinghiero commento da parte della critica e dello stesso Re, che dimostra vivo interesse per i progetti e gli studi da lui presentati per lo Stabilimento Alterocca a Terni.

Regia Scuola Industriale (1909-1926)

Realizzata in due fasi tra il 1909 e il 1926, la Regia Scuola di Arti e Mestieri corona l'impegno personale di Virgilio Alterocca nell'attuazione di uno dei punti focali del programma di impegno civile della massoneria del tempo. Cesare Bazzani imposta una costruzione destinata soprattutto alle visioni di scorcio, modula ritmicamente il prospetto principale in tre campate nelle quali si aprono finestrature tripartite raccordate da ampie cornici marcapiano, il tutto dominato dall'accentuazione della campata centrale che si eleva come un classico attico. Alla decorazione è affidato il ruolo più importante della composizione: inscrive il nome di Virgilio Alterocca nella pietra che circonda la scuola per la quale si è tanto battuto, e come manifesta dichiarazione di fede massonica numerosi simboli come rose, corde, nodi, nappe e bugne a diamante ornano l'edificio

Il Palazzo Del Governo (1936)

Il palazzo diviene da subito esemplificativo di quella immagine di ammodernamento e di progresso che si vuole esibire alla popolazione come simbolo delle conquiste materiali operate dal regime fascista. In un'area centrale ma abbandonata, dove spesso "piantavano le tende gli zingari e i circhi equestri", Bazzani progetta un edificio monumentale di particolare efficacia, informandolo allo spirito classico che gli sembra particolarmente necessario per sottolineare l'importante scelta urbanistica di creare un nuovo spazio rappresentativo al di là dei limiti della città antica. Anche oggi resta il segno caratterizzante non solo della piazza principale della città, ma dell'intero tessuto urbano. Suddiviso dalle paraste di ordine gigante che racchiudono le ampie finestre è sormontato dall'imponente struttura sopraelevata aperta in un ampio loggiato.

La Centrale di Galleto (1927)

Nel gennaio 1926 Cesare Bazzani ha l'incarico per la progettazione delle centrali di Galleto e di Preci; l'anno seguente il progetto per la centrale di Galletto, all'epoca la più grande d'Europa, è pronto e già nel 1928 l'edificio viene inaugurato, divenendo modello architettonico per edifici di tale tipologia. L'organismo ideato è organizzato come sovrapposizione di tre diversi nuclei: un primo volume ospita la sala turbine e i trasformatori, il secondo accoglie le cabine di sistemazione e il terzo è destinato alla partenza delle linee elettriche. Il prospetto principale è suddiviso da semicolonne che racchiudono un doppio ordine di vetrate con infissi metallici a maglia molto fitta e da due robuste lesene. Anche in questo edificio emerge l'enfasi monumentalistica espressa nel Palazzo del Governo.

Cesare Bazzani (Roma, 5 marzo 1873 – Roma, 30 marzo 1939)

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