Una road map per Di Girolamo?

Siamo al giro di boa della prima settimana dall'apertura della crisi politica a palazzo Spada, determinatasi con la scollatura feroce dentro il gruppo Pd in occasione del bilancio previsionale del Comune e con le conseguenti dimissioni del sindaco. Lo stesso Di Girolamo ha meno di 15 giorni per uscire dal pantano e rilanciare in modo decentemente credibile coalizione e programma per evitare il commissariamento e, dunque, le elezioni anticipate.
Dare per scontato un percorso piuttosto che un altro è ancora prematuro, ovviamente. Le variabili sono molteplici. Ma, dagli ambienti vicini al primo cittadino, anche in queste ore viene abbozzata una tendenziale "road map", già fondamentalmente maturata nella testa del sindaco e avvalorata dalle testimonianze di stima che starebbe ricevendo da più parti. Questi i cardini della "road map" che pare configurarsi: confronti e colloqui ad ampio raggio; rifiuto delle trattative estenuanti e delle mediazioni al ribasso; aggiornamento equilibrato del documento programmatico, nel senso anche di inglobare la sostanza di alcune richieste della parte centrista del Pd, senza però snaturare i cardini del programma elettorale del 2009; mantenere, per ora, l'attuale composizione di giunta (potrà apportare modifiche il prossimo autunno); consolidare, pure attraverso l'input positivo delle forze sociali e imprenditoriali con le quali sono previsti incontri tra oggi e domani, il profilo "alto" del proprio ruolo di sindaco che "parla alla città"; presentarsi in consiglio comunale con il nuovo documento programmatico e chiedere il voto responsabile, prima alla sua maggioranza e, perché no, sperare anche nel voto di altri consiglieri "di buona volontà", non appartenenti alla coalizione di centrosinistra. Come detto, voto non olet; e il sindaco ha bisogno di almeno 21 voti favorevoli in consiglio comunale. Tale, almeno, sembra il tragitto che viene ufficiosamente accreditato nell'entourage del primo cittadino. Il quale ha già detto ai suoi assessori, nel corso delle cena di qualche giorno fa, che non avrebbe cambiato la giunta e che avrebbe concesso poco o nulla di più di quanto già scaturito nella serrata trattativa del 3 maggio scorso in viale Mazzini, poi miseramente fallita.TRATTATIVE e Pressioni Martedì sera dovrebbe tenersi la seconda riunione della maggioranza. Dal giorno dopo, eventualmente, il via libera alle consultazioni ufficiali e bilaterali con i partiti. I maligni, peraltro, accreditano i pontieri del Pd (e non solo) da giorni in azione per persuadere alcuni consiglieri comunali a più miti consigli e contattare gli altri per capire le loro intenzioni. I "bersagli" sarebbero i tre consiglieri del gruppo misto (Garofoli, Maggiolini e Chiappalupi), l'Udc Crisostomi (allargamento di maggioranza?) e alcuni "ribelli" centristi del Pd (Anna Bartolini, Pennoni e Tabarrini).
Sui contenuti, invece, la partita è altrettanto importante. Bisognerà capire, cioè, se e fino a che punto il sindaco vorrà far proprie le delicate richieste e gli emendamenti al bilancio più"caldi" presentati dai 7 "ribelli" del Pd: privatizzazione sollecita dell'Afin, stralcio e rimessa in discussione ella convenzione tra Comune e Asl per la delega dei servizi socio-sanitari.
Al di là degli ostacoli tecnici, se Di Girolamo accettasse in toto queste condizioni (e non pare che lo farà), potrebbe perdere i voti dei 3 consiglieri della Sinistra. Viceversa, i bollori nella gran parte dei ribelli ex Margherita potrebbero non passare.
Al di là di eventuali sviluppi giudiziari dell'inchiesta "Porcacchia" (con i suoi presunti addentellati nella politica), lo stesso sindaco ha detto di vigilare sugli esiti delle elezioni amministrative di metà maggio. Se il candidato Pasero vincerà ad Amelia e il Pd su scala nazionale dovesse subire una batosta, il quadro romano e umbro potrebbe mutare e palazzo Spada prendere pieghe repentine.In quel caso si arriverà al commissariamento e quindi alle elezioni? I fantapolitologi, a questo punto, immaginano la scomposizione del panorama attuale e il manifestarsi di un non meglio specificato "Centro" o "Terzo polo" temano. Magari, con Brega candidato a sindaco. Fantasia pura o retro pensieri, manovre inconfessabili? Per non parlare della crisi del polo chimico e del caso Ast che incideranno sul clima e sulle scelte. Forse, a metà di questa settimana, il gruppo Brega-Liviantoni potrebbe tenere una conferenza stampa.
Andrea Giuli
Il Giornale dell'Umbria Lunedì 9 Maggio 2011

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